Descrizione
L'Area archeologica di San Lorenzo Maggiore è un pezzo di Napoli antica che si nasconde sotto la basilica e il convento, in piazza San Gaetano. Mostra una strada romana con le botteghe ancora al loro posto.
Una decina di metri sotto il livello della strada corre una via lastricata di circa 60 metri, con nove botteghe a due stanze ai lati. Qui si faceva la spesa, si cuoceva il pane, si tingevano le stoffe.
Sotto il chiostro restano i resti del macellum, il mercato romano del I secolo d.C., con un porticato di botteghe e al centro un piccolo edificio rotondo. Da non perdere anche il criptoportico e il mercato coperto con i banconi in muratura.
Siamo nel cuore della città antica. Piazza San Gaetano, appena sopra, era l'agorà dei Greci e poi il foro dei Romani: una piazza su due livelli, quello in basso per i commerci e quello in alto per la politica.
Alla fine del V secolo le alluvioni seppellirono tutto, e nel Duecento sopra furono costruiti chiesa e convento. Nei livelli più bassi si riconoscono anche tracce greche, medievali, normanno-sveve, angioine e aragonesi.
Il Museo dell'Opera occupa il convento: la sala Capitolare, la sala Sisto V e il chiostro monumentale. Racconta la città dai Greci all'Ottocento, con abiti, paramenti sacri, pitture, arredi e perfino i pastori del presepe.
Qui, forse, si custodiva anche il tesoro della città: un edificio dell'area è probabilmente l'erarium, il tesoro pubblico.
L'area archeologica è tra i siti più importanti del centro storico, sia per il valore dei resti sia per essere dentro il complesso angioino di San Lorenzo Maggiore. Le indagini hanno mostrato che la sistemazione romana del I secolo d.C. ricalcava un'organizzazione più antica.
La visita attraversa così più epoche, dal livello greco a quello angioino, e mostra quanto la città si sia sovrapposta a se stessa nei secoli.
L'area è collegata al percorso di Napoli Sotterranea, che comincia dalla stessa piazza.
Una decina di metri sotto il livello della strada corre una via lastricata di circa 60 metri, con nove botteghe a due stanze ai lati. Qui si faceva la spesa, si cuoceva il pane, si tingevano le stoffe.
Sotto il chiostro restano i resti del macellum, il mercato romano del I secolo d.C., con un porticato di botteghe e al centro un piccolo edificio rotondo. Da non perdere anche il criptoportico e il mercato coperto con i banconi in muratura.
Siamo nel cuore della città antica. Piazza San Gaetano, appena sopra, era l'agorà dei Greci e poi il foro dei Romani: una piazza su due livelli, quello in basso per i commerci e quello in alto per la politica.
Alla fine del V secolo le alluvioni seppellirono tutto, e nel Duecento sopra furono costruiti chiesa e convento. Nei livelli più bassi si riconoscono anche tracce greche, medievali, normanno-sveve, angioine e aragonesi.
Il Museo dell'Opera occupa il convento: la sala Capitolare, la sala Sisto V e il chiostro monumentale. Racconta la città dai Greci all'Ottocento, con abiti, paramenti sacri, pitture, arredi e perfino i pastori del presepe.
Qui, forse, si custodiva anche il tesoro della città: un edificio dell'area è probabilmente l'erarium, il tesoro pubblico.
L'area archeologica è tra i siti più importanti del centro storico, sia per il valore dei resti sia per essere dentro il complesso angioino di San Lorenzo Maggiore. Le indagini hanno mostrato che la sistemazione romana del I secolo d.C. ricalcava un'organizzazione più antica.
La visita attraversa così più epoche, dal livello greco a quello angioino, e mostra quanto la città si sia sovrapposta a se stessa nei secoli.
L'area è collegata al percorso di Napoli Sotterranea, che comincia dalla stessa piazza.