Basilica di San Lorenzo Maggiore

Basilica di San Lorenzo Maggiore

Piazza San Gaetano 316. (Apri Mappa)

Descrizione

La basilica di San Lorenzo Maggiore è una delle chiese più antiche di Napoli, nel centro storico vicino a piazza San Gaetano. Sopra c'è una chiesa gotica francescana, sotto gli scavi greco-romani della piazza dove la città antica faceva mercato. Due visite in una.

La chiesa è a una sola navata, con sedici cappelle laterali. Il pezzo più notevole sta in fondo: l'abside con il deambulatorio, in puro gotico francese e senza uguali in Italia, con nove cappelle che girano dietro l'altare. Il vicino altare maggiore di Giovanni da Nola mostra una Napoli rinascimentale scolpita nel marmo.

Nel transetto sinistro il Cappellone di Sant'Antonio è un trionfo di barocco di Cosimo Fanzago, con una tela dove si vede la città dall'alto. Nell'altro lato del transetto restano gli affreschi trecenteschi di Montano d'Arezzo, tra i pochi superstiti dell'epoca.

Lungo la navata ci sono sepolcri di illustri napoletani: il filosofo e commediografo Giambattista Della Porta, nella controfacciata, e il musicista Francesco Durante, nel Cappellone. Vicino all'altare il sepolcro di Caterina d'Austria è la prima opera napoletana di Tino di Camaino. Il complesso ospita anche il Museo dell'Opera.

Il convento accanto conserva il chiostro e la sala di Sisto V, affrescata da Luigi Rodriguez. Ma il pezzo forte è sottoterra: gli scavi mostrano le botteghe del macellum, il mercato romano, costruito su basi greche del IV secolo a.C.

La chiesa nacque nel 1235, quando il papa concesse ai francescani la chiesa del Foro. Dal 1270 a pagare i lavori fu Carlo I d'Angiò, appena vincitore su Manfredi. Architetti francesi costruirono per prima l'abside, poi il cantiere cambiò mani e lo stile si fece italiano.

Qui, secondo la tradizione, Boccaccio vide per la prima volta Fiammetta, durante la messa del sabato santo del 1334. Nel 1647 i seguaci di Masaniello assalirono il campanile e lo usarono come postazione d'artiglieria contro gli spagnoli.

Poi arrivò il barocco, con la facciata rifatta nel 1742. Dal 1882 i restauri hanno tolto quasi tutte le aggiunte, riportando alla luce le forme gotiche. La facciata, il Cappellone e la cappella Cacace sono rimasti.

Da non perdere
• L'abside con il deambulatorio.
• Il Cappellone di Sant'Antonio.
• Gli scavi sotto il convento.
• La sala Sisto V.

Lo sapevi?
• Le ante del portale gotico sono ancora quelle di legno del Trecento, con 48 riquadri ciascuna.
• Il futuro papa Sisto V fu consacrato vescovo proprio qui.