Basilica di Santa Chiara

Basilica di Santa Chiara

Cortile Santa Chiara. (Apri Mappa)

Descrizione

La basilica di Santa Chiara è la grande chiesa gotica degli Angiò, nel cuore di Napoli, in via Benedetto Croce, di fronte alla piazza del Gesù Nuovo. Il complesso comprende il monastero con il suo chiostro di maioliche, gli scavi romani e un piccolo museo. È il luogo dove riposano i re angioini.

La chiesa è spoglia e austera: una sola navata lunga circa 130 metri con dieci cappelle per lato, piene di sepolcri di nobili. Nelle tombe reali spicca il sepolcro di Roberto d'Angiò, dietro l'altare, opera dei fiorentini Giovanni e Pacio Bertini. Nel presbiterio c'è anche il monumento a Maria di Valois, di Tino di Camaino.

Il vero gioiello è il chiostro maiolicato delle Clarisse, progettato da Domenico Antonio Vaccaro e rivestito di maioliche settecentesche dei Massa, con affreschi seicenteschi di santi e scene dell'Antico Testamento. Scampò ai bombardamenti ed è una delle poche testimonianze barocche del complesso.

Sotto il monastero gli scavi mostrano le terme romane della fine del I secolo, il più completo stabilimento termale di Napoli. Nel coro delle monache restano pochi frammenti degli affreschi di Giotto, mentre il museo racconta la storia del complesso.

La chiesa fu voluta da Roberto d'Angiò e dalla moglie Sancia di Maiorca, che sognava la vita di clausura senza poterla fare. I lavori durarono dal 1310 al 1328, in un gotico di origine provenzale. Vi lavorarono Tino di Camaino e Giotto.

Il campanile trecentesco, a sinistra della chiesa, è rimasto per secoli a un terzo: i lavori cominciarono nel 1338, ma dopo la morte di Roberto d'Angiò, nel 1343, i finanziamenti si fermarono. Dopo il terremoto del 1456 crollò quasi del tutto e fu rialzato in stile barocco, finito nel 1604.

Il 14 agosto 1571 qui don Giovanni d'Austria ricevette il vessillo del papa prima di partire per Lepanto. Nel Settecento la chiesa fu ricoperta di stucchi, affreschi e marmi barocchi, e il pavimento di marmo è di Ferdinando Fuga.

Il 4 agosto 1943 una bomba alleata provocò un incendio di quasi due giorni, che portò via gli stucchi, gli affreschi del Settecento e gran parte di quelli giotteschi. I restauri, discussi, riportarono la basilica all'aspetto trecentesco: riaprì nel 1953.

Da non perdere
• Il chiostro maiolicato.
• Il sepolcro di Roberto d'Angiò.
• Gli scavi delle terme romane.
• Il coro delle monache.

Lo sapevi?
• Gli scavi delle terme vennero alla luce proprio durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
• Nel 1973 il grande portale gotico fu spostato di cinque metri più indietro rispetto alla strada.