Descrizione
La Basilica di Santa Maria del Carmine Maggiore è la grande chiesa di piazza del Carmine, a Napoli, a ridosso del mare e accanto a piazza Mercato. Ha un campanile di 75 metri, un'icona scura della Madonna e alle spalle storie di decapitazioni, rivolte e miracoli.
Il campanile ha i primi tre piani in stile ionico, dorico e corinzio, poi due piani ottagonali e una cuspide ricoperta di maioliche dipinte, costruita nel 1631 da fra Giuseppe Nuvolo. In cima c'è una croce su un globo di rame.
La sera del 15 luglio, per la Festa del Carmine, uno spettacolo pirotecnico mette in scena l'incendio del campanile.
La facciata attuale è del 1766, di Giovanni Del Gaizo. Dentro, l'antica chiesa gotica fu coperta tra il 1753 e il 1766 dal barocco napoletano, con marmi policromi, una grande navata e cappelle comunicanti chiuse da cancelli in ferro battuto.
Sull'altare maggiore, opera di Cosimo Fanzago, si vedono marmi lavorati a commesso, agate, onici, lapislazzuli, madreperla e ametiste. Alle spalle si apre un arco da cui si vede la cappella con la Madonna Bruna, la Vergine dal volto scuro. L'icona è venerata da secoli e, secondo la tradizione, fu portata a Napoli da monaci in fuga dalla Palestina.
Nel transetto Francesco Solimena dipinse nel 1708 l'Assunta, considerata un capolavoro dei suoi anni maturi. Nella seconda cappella a destra c'è una tela di Mattia Preti del 1684: l'artista, che si trovava a Malta, aveva dipinto i due carmelitani con l'abito dei domenicani, e dovette correggerla.
Sopra l'arco del presbiterio è conservato il Crocifisso Miracoloso, una statua di legno del XIII secolo nascosta da un velo e mostrata solo in certe occasioni, tra cui il 26 dicembre, per otto giorni.
Secondo la tradizione, nel 1439 una palla di bombarda sfondò l'abside e puntò alla sua testa: il Cristo abbassò il capo sulla spalla e la schivò. La palla si conserva nei sotterranei.
Corradino di Svevia fu decapitato a sedici anni, nel 1268, per ordine di Carlo d'Angiò, e sepolto in questa basilica.
Nel 1847 Massimiliano II di Baviera gli dedicò un monumento disegnato da Bertel Thorvaldsen, sotto la cui statua riposano le ossa. Nel 1943 i soldati tedeschi le cercarono, ma non le trovarono.
Anche Masaniello è legato alla chiesa. Il 16 luglio 1647, giorno della festa della Madonna del Carmine, il capopopolo si rifugiò qui, si spogliò nel mezzo della messa e fece il suo ultimo discorso. Fu poi ucciso dai sicari nel convento. Nel 1799 i suoi resti furono dispersi in mare per ordine di Ferdinando IV, per evitarne l'idolatria.
Nel 1799 la piazza fu anche luogo di esecuzioni: furono giustiziati molti capi della Repubblica napoletana, tra cui Eleonora Pimentel Fonseca. I loro corpi furono sepolti alla rinfusa nel vestibolo, dove una lapide li ricorda.
Da non perdere
• Il campanile.
• La Madonna Bruna.
• Il Crocifisso Miracoloso.
• Il monumento a Corradino di Svevia.
Lo sapevi?
• Nel 1500 papa Alessandro VI ordinò di riportare a Napoli la Madonna Bruna, portata a Roma per il Giubileo: a San Pietro attirava troppi fedeli.
• Qui si sono svolti i funerali di Totò, nel 1967.
Il campanile ha i primi tre piani in stile ionico, dorico e corinzio, poi due piani ottagonali e una cuspide ricoperta di maioliche dipinte, costruita nel 1631 da fra Giuseppe Nuvolo. In cima c'è una croce su un globo di rame.
La sera del 15 luglio, per la Festa del Carmine, uno spettacolo pirotecnico mette in scena l'incendio del campanile.
La facciata attuale è del 1766, di Giovanni Del Gaizo. Dentro, l'antica chiesa gotica fu coperta tra il 1753 e il 1766 dal barocco napoletano, con marmi policromi, una grande navata e cappelle comunicanti chiuse da cancelli in ferro battuto.
Sull'altare maggiore, opera di Cosimo Fanzago, si vedono marmi lavorati a commesso, agate, onici, lapislazzuli, madreperla e ametiste. Alle spalle si apre un arco da cui si vede la cappella con la Madonna Bruna, la Vergine dal volto scuro. L'icona è venerata da secoli e, secondo la tradizione, fu portata a Napoli da monaci in fuga dalla Palestina.
Nel transetto Francesco Solimena dipinse nel 1708 l'Assunta, considerata un capolavoro dei suoi anni maturi. Nella seconda cappella a destra c'è una tela di Mattia Preti del 1684: l'artista, che si trovava a Malta, aveva dipinto i due carmelitani con l'abito dei domenicani, e dovette correggerla.
Sopra l'arco del presbiterio è conservato il Crocifisso Miracoloso, una statua di legno del XIII secolo nascosta da un velo e mostrata solo in certe occasioni, tra cui il 26 dicembre, per otto giorni.
Secondo la tradizione, nel 1439 una palla di bombarda sfondò l'abside e puntò alla sua testa: il Cristo abbassò il capo sulla spalla e la schivò. La palla si conserva nei sotterranei.
Corradino di Svevia fu decapitato a sedici anni, nel 1268, per ordine di Carlo d'Angiò, e sepolto in questa basilica.
Nel 1847 Massimiliano II di Baviera gli dedicò un monumento disegnato da Bertel Thorvaldsen, sotto la cui statua riposano le ossa. Nel 1943 i soldati tedeschi le cercarono, ma non le trovarono.
Anche Masaniello è legato alla chiesa. Il 16 luglio 1647, giorno della festa della Madonna del Carmine, il capopopolo si rifugiò qui, si spogliò nel mezzo della messa e fece il suo ultimo discorso. Fu poi ucciso dai sicari nel convento. Nel 1799 i suoi resti furono dispersi in mare per ordine di Ferdinando IV, per evitarne l'idolatria.
Nel 1799 la piazza fu anche luogo di esecuzioni: furono giustiziati molti capi della Repubblica napoletana, tra cui Eleonora Pimentel Fonseca. I loro corpi furono sepolti alla rinfusa nel vestibolo, dove una lapide li ricorda.
Da non perdere
• Il campanile.
• La Madonna Bruna.
• Il Crocifisso Miracoloso.
• Il monumento a Corradino di Svevia.
Lo sapevi?
• Nel 1500 papa Alessandro VI ordinò di riportare a Napoli la Madonna Bruna, portata a Roma per il Giubileo: a San Pietro attirava troppi fedeli.
• Qui si sono svolti i funerali di Totò, nel 1967.