Descrizione
Il Castel dell'Ovo è il castello più antico di Napoli, su un isolotto di tufo che si allunga nel golfo, tra Santa Lucia e Chiaia. Di fronte a via Partenope, il suo profilo sul mare è uno degli elementi che spiccano nel panorama della baia.
Dentro ci sono grandi sale dove si svolgono mostre, convegni e manifestazioni. Le torri ottagonali e le mura spesse, rifatte dopo l'assedio spagnolo del 1503, guardano verso terra più che verso il mare.
Il Borgo Marinari sta ai suoi piedi: un porticciolo turistico animato da ristoranti e bar, sede storica di alcuni dei più prestigiosi circoli nautici napoletani. È il posto per vedere il castello da vicino.
Poi gli archi del loggiato, che precedono l'ingresso della chiesa fondata dai monaci basiliani: è l'unico elemento architettonico di rilievo rimasto di quel luogo di culto.
Il nome viene da una leggenda: da qualche parte, nelle segrete, ci sarebbe un uovo. Lo nascose Virgilio, che nel Medioevo passava per mago: finché resta intatto, il castello sta in piedi. Se si rompe, crolla tutto e su Napoli piovono catastrofi.
Quando nel Trecento, al tempo di Giovanna I, l'arco su cui poggia il castello crollò in parte, la regina dovette giurare di aver sostituito l'uovo, per calmare il panico in città.
La storia vera è ancora più antica. Sull'isolotto di Megaride i coloni di Cuma fondarono Partenope nell'VIII secolo a.C. Poi arrivò Lucullo, con una villa sontuosa, una biblioteca e vasche per le murene, e perfino peschi importati dalla Persia.
Nel 476 la villa, ormai fortificata, ospitò in esilio Romolo Augusto, l'ultimo imperatore d'Occidente. Dopo di lui vennero i monaci, i Normanni, Federico II e gli Angioini, che qui custodivano il tesoro reale.
Nel 1222 Federico II fece costruire altre torri e il castello divenne una residenza e una prigione di stato. Carlo I d'Angiò vi teneva i beni più preziosi.
Per secoli fu anche prigione: ci finirono Corradino di Svevia, rinchiuso qui prima di essere decapitato nella piazza del Mercato, il filosofo Tommaso Campanella e liberali come Luigi Settembrini. Dopo l'Unità si pensò perfino di abbatterlo, nel 1871. Si salvò.
Da non perdere
• Il Borgo Marinari.
• Le sale delle mostre.
• Gli archi del loggiato.
• Il profilo del castello sul mare.
Lo sapevi?
• Gli spagnoli arrivati nel 1503 capivano «Castillo del Lobo», castello del lupo, e per un paio di secoli in Spagna lo chiamarono così.
• Nel dopoguerra alcune famiglie della marina militare andarono ad abitare nel castello, e furono sfrattate solo nel 1980.
Dentro ci sono grandi sale dove si svolgono mostre, convegni e manifestazioni. Le torri ottagonali e le mura spesse, rifatte dopo l'assedio spagnolo del 1503, guardano verso terra più che verso il mare.
Il Borgo Marinari sta ai suoi piedi: un porticciolo turistico animato da ristoranti e bar, sede storica di alcuni dei più prestigiosi circoli nautici napoletani. È il posto per vedere il castello da vicino.
Poi gli archi del loggiato, che precedono l'ingresso della chiesa fondata dai monaci basiliani: è l'unico elemento architettonico di rilievo rimasto di quel luogo di culto.
Il nome viene da una leggenda: da qualche parte, nelle segrete, ci sarebbe un uovo. Lo nascose Virgilio, che nel Medioevo passava per mago: finché resta intatto, il castello sta in piedi. Se si rompe, crolla tutto e su Napoli piovono catastrofi.
Quando nel Trecento, al tempo di Giovanna I, l'arco su cui poggia il castello crollò in parte, la regina dovette giurare di aver sostituito l'uovo, per calmare il panico in città.
La storia vera è ancora più antica. Sull'isolotto di Megaride i coloni di Cuma fondarono Partenope nell'VIII secolo a.C. Poi arrivò Lucullo, con una villa sontuosa, una biblioteca e vasche per le murene, e perfino peschi importati dalla Persia.
Nel 476 la villa, ormai fortificata, ospitò in esilio Romolo Augusto, l'ultimo imperatore d'Occidente. Dopo di lui vennero i monaci, i Normanni, Federico II e gli Angioini, che qui custodivano il tesoro reale.
Nel 1222 Federico II fece costruire altre torri e il castello divenne una residenza e una prigione di stato. Carlo I d'Angiò vi teneva i beni più preziosi.
Per secoli fu anche prigione: ci finirono Corradino di Svevia, rinchiuso qui prima di essere decapitato nella piazza del Mercato, il filosofo Tommaso Campanella e liberali come Luigi Settembrini. Dopo l'Unità si pensò perfino di abbatterlo, nel 1871. Si salvò.
Da non perdere
• Il Borgo Marinari.
• Le sale delle mostre.
• Gli archi del loggiato.
• Il profilo del castello sul mare.
Lo sapevi?
• Gli spagnoli arrivati nel 1503 capivano «Castillo del Lobo», castello del lupo, e per un paio di secoli in Spagna lo chiamarono così.
• Nel dopoguerra alcune famiglie della marina militare andarono ad abitare nel castello, e furono sfrattate solo nel 1980.