Castel Sant'Elmo

Castel Sant'Elmo

Via Tito Angelini 22. (Apri Mappa)

Descrizione

Castel Sant'Elmo è la fortezza a forma di stella che si vede da quasi ovunque in città, sulla collina del Vomero, a 250 metri sul mare. È il primo castello di Napoli per estensione e in gran parte scavato nel tufo giallo. Da qui si guarda tutta la città, il golfo e le strade che salgono dalle alture.

La vista è il motivo per salire. Dalle arcate e dai camminamenti lo sguardo va dal golfo al centro storico, da Capodichino a Capodimonte fino alla collina dei Camaldoli. Una garitta borbonica in piperno domina la zona tra Posillipo, Nisida e Capo Miseno.

Per entrare si percorre una rampa ripida e un ponticello con le mura piene di feritoie; sul portale in piperno c'è l'aquila bicipite di Carlo V. Più avanti si incontra un cancello a ghigliottina dell'età napoleonica. In cima c'è la piazza d'Armi, con la torre del castellano e due enormi cisterne sotto il piazzale.

La chiesa di Sant'Erasmo, sul piazzale in cima, conserva un pavimento di maiolica e cotto e un San Michele che abbatte il demonio, opera giovanile di Luca Giordano. Il museo Napoli Novecento espone artisti napoletani dal 1910 al 1980. Si può anche vedere il carcere, con le celle dove furono rinchiusi patrioti e prigionieri celebri.

Il nome viene da una chiesa di Sant'Erasmo, poi diventato Eramo, Ermo ed Elmo. All'inizio c'era una torre normanna, Belforte. Nel 1329 re Roberto d'Angiò ordinò di costruirci un palazzo, finito nel 1343.

Il castello di oggi si deve a Pedro de Toledo, che lo fece ricostruire nel 1537 per volere di Carlo V. L'architetto Pedro Luis Escrivà disegnò una pianta a stella con sei punte, senza torrioni. Molti la criticarono, ma si rivelò molto funzionale.

Nel 1587 un fulmine cadde nella polveriera: l'esplosione fece saltare in aria buona parte della fortezza e uccise 150 uomini. Nel 1647, durante la rivolta di Masaniello, il viceré si rifugiò qui e bombardò la città.

Per secoli fu anche un carcere: ci finirono Tommaso Campanella, Luisa Sanfelice e i patrioti della Repubblica Napoletana del 1799. Fu prigione militare fino al 1952 e aprì al pubblico nel 1988.

Da non perdere
• Il panorama dai camminamenti.
• La piazza d'Armi.
• La chiesa di Sant'Erasmo.
• Il museo Napoli Novecento.

Lo sapevi?
• Nelle sue mura c'è un serbatoio da 400 metri cubi che alimenta il Vomero.
• Il castello si chiamava un tempo Paturcium e prima della ricostruzione aveva una chiesa di Sant'Erasmo, distrutta nel 1587 dall'esplosione.