Catacombe di San Gennaro

Catacombe di San Gennaro

Tondo di Capodimonte 13. (Apri Mappa)

Descrizione

Le Catacombe di San Gennaro sono un grande cimitero sotterraneo scavato nel tufo della collina di Capodimonte, a Napoli, tra il II e il III secolo. Sono il più importante monumento cristiano della città e un viaggio nella Napoli dei primi secoli.

L'ingresso è accanto alla chiesa dell'Incoronata a Capodimonte, ai margini del rione Sanità. Le gallerie si sviluppano su due piani, con tombe, cubicoli affrescati, mosaici e perfino chiese intere ricavate sottoterra.

Al piano superiore c'è il più antico ritratto conosciuto di san Gennaro, del V secolo: il martire tra una donna e una bambina, con la scritta Sancto Martyri Januario sopra la testa. Poco più avanti, gli affreschi dei defunti Bitalia e Cerula, raffigurati in preghiera.

Oltre un passaggio a tre archi si apre la basilica sotterranea, scolpita interamente nel tufo: una cosa molto rara nelle catacombe. Nella Cripta dei Vescovi brillano invece i mosaici del V secolo, con i ritratti dei vescovi dai volti sorprendentemente realistici.

Al piano inferiore il vestibolo è forse l'ambiente più bello: era la tomba della famiglia romana da cui tutto è nato, con sarcofagi scavati nella roccia, un soffitto dipinto in stile pompeiano e al centro un battistero del 762.

Di quella famiglia non sappiamo nemmeno il nome. Attorno alla sua tomba fu sepolto sant'Agrippino, sesto vescovo di Napoli, e nel V secolo il vescovo Giovanni I vi fece portare san Gennaro. Fu un boom: tombe ovunque, gallerie allungate, sepolture scavate perfino nel pavimento.

Poi, nell'831, il principe longobardo Sicone assediò Napoli. La città non cadde, ma lui si portò via il suo tesoro più caro: le ossa di san Gennaro, trafugate da queste gallerie e portate a Benevento. Seguirono secoli di abbandono.

Le catacombe tornarono di moda con il Grand Tour e servirono da rifugio antiaereo nella Seconda guerra mondiale. La vera rinascita è venuta dal quartiere: dal 2006, spinte da una rete di ragazzi della zona, si sono aperte a tutti, e i visitatori sono passati da 5.000 a 130.000 nel 2018.

Da non perdere
• Il ritratto di san Gennaro.
• La basilica sotterranea.
• La Cripta dei Vescovi.
• Il vestibolo inferiore con il battistero.

Lo sapevi?
• Tra i vescovi ritratti nei mosaici c'è Quodvultdeus, vescovo di Cartagine, cacciato dai Vandali e arrivato fortunosamente a Napoli via mare.
• Tra il 762 e il 764 un vescovo cacciato dalla città trasformò le catacombe nel suo episcopio d'emergenza.