Chiesa del Gesù Nuovo

Chiesa del Gesù Nuovo

Piazza Gesù Nuovo 2-4. (Apri Mappa)

Descrizione

La chiesa del Gesù Nuovo è una grande chiesa barocca di Napoli, in piazza del Gesù Nuovo, di fronte alla basilica di Santa Chiara e all'obelisco dell'Immacolata. Da fuori sembra un palazzo, e infatti lo era: la facciata è a punta di diamante, tutta di piperno.

La facciata è la cosa più curiosa. Le bugne sono piramidi massicce, i «diamanti», e portano segni incisi: per gli storici sono le sigle delle squadre dei tagliapietra, mentre una leggenda li lega a segreti esoterici. Per alcuni studiosi sono perfino le note di uno spartito. Al centro il portale in marmo è rinascimentale, con aggiunte barocche del 1695.

Dentro, la pianta è a croce greca, con marmi di Cosimo Fanzago. Sopra l'ingresso c'è la grande Cacciata di Eliodoro dal tempio di Francesco Solimena, del 1725. Nell'abside Massimo Stanzione dipinse in meno di un anno la vita della Vergine, e l'altare maggiore è di marmi, malachite e lapislazzuli.

Una cappella è dedicata a san Giuseppe Moscati, il medico dei poveri canonizzato nel 1987: il suo corpo è custodito nella chiesa. Nelle sale accanto è esposta una bomba della seconda guerra mondiale: cadde sul soffitto della navata e non esplose.

Sul pavimento di marmi policromi, appena dentro, si stende un enorme stemma di Isabella Feltria Della Rovere, principessa di Bisignano e maggiore finanziatrice della chiesa. Dell'affresco di Lanfranco restano solo i quattro evangelisti sui pennacchi, e l'organo di destra, con 2523 canne, suona ancora: un caso raro, perché i gesuiti non prevedevano il canto liturgico.

Prima era il palazzo dei Sanseverino, principi di Salerno, finito nel 1470. Nel 1536 Ferrante Sanseverino ospitò Carlo V con una festa celebre, ma nel 1547 sostenne il popolo contro l'Inquisizione spagnola e dovette andare in esilio.

Nel 1584 il palazzo fu comprato dai gesuiti, che lo trasformarono in chiesa: tolsero sale, cortile e giardini e salvarono solo la facciata e il portale. La cupola dipinta da Lanfranco nel 1635 crollò con il terremoto del 1688; ricostruita, fu abbattuta nel 1774.