Chiesa di Santa Caterina a Formiello

Chiesa di Santa Caterina a Formiello

Piazza Enrico De Nicola 47. (Apri Mappa)

Descrizione

La chiesa di Santa Caterina a Formiello è una delle chiese rinascimentali più interessanti di Napoli, in piazza Enrico De Nicola, accanto a Porta Capuana e a Castel Capuano. Dentro custodisce le reliquie dei martiri di Otranto, una cupola celebre e un presbiterio pieno di tombe nobiliari.

Il nome viene dal latino ad formis, «presso i condotti»: qui entrava in città l'antico acquedotto della Bolla. Nel 1499 re Federico d'Aragona affidò la chiesetta ai domenicani, che la ricostruirono da capo in stile rinascimentale, con chiari influssi toscani.

L'interno è a una sola navata, con cinque cappelle per lato. La cupola, slanciata su un alto tamburo, è affrescata nei pennacchi da Luigi Garzi; sulla volta, Garzi dipinse le Nozze mistiche di santa Caterina, e il Martirio della santa sta sulla controfacciata.

Nella quarta cappella a sinistra, la cappella dei Martiri d'Otranto, sotto un altare di marmi policromi riposano 240 reliquie, con alcuni crani quasi intatti. Sono i resti di chi fu ucciso dai Turchi il 14 agosto 1480 per non aver rinnegato la propria fede.

Il presbiterio era la cappella degli Spinelli, principi di Cariati: sei monumenti sepolcrali scolpiti tra il 1570 e il 1590, con un'elegante quinta marmorea ai lati dell'altare maggiore. Nel transetto, l'altare del Rosario ha un gruppo in alabastro e marmi che richiama la vittoria di Lepanto sugli ottomani.

Nell'abside restano stalli lignei del 1566, di Benvenuto Tortelli. Al centro della navata una lapide con quattro donne in preghiera apre l'accesso alla cripta, dove si riconoscono ancora gli scheletri di due donne con il rosario tra le mani.

All'esterno, il portale marmoreo con la statua della santa è di Francesco Antonio Picchiatti, del 1659, e sul sagrato c'è l'edicola di San Gennaro, eseguita tra il 1706 e il 1708. Dentro, il Settecento ha aggiunto affreschi e sculture barocche senza toccare le linee rinascimentali della chiesa.

Le reliquie dei martiri arrivarono a Napoli nel 1492, per volere di Alfonso II, e da allora non hanno avuto pace: spostate di chiesa in chiesa, poi di cappella in cappella, trovarono la sistemazione definitiva solo nel 1901.

Il canonico Celano scrisse nel 1724 che la cupola «fu passata in quei tempi per una meraviglia, essendo la prima che fusse stata in questa nostra città». Nel 1806 Murat soppresse il convento, poi trasformato in lanificio militare.

Da non perdere
• La cappella dei Martiri d'Otranto.
• La cupola.
• Gli stalli lignei dell'abside.
• Il presbiterio degli Spinelli.
• L'altare del Rosario.

Lo sapevi?
• Nella cripta sotto la navata restano gli scheletri di due donne che stringono un rosario tra le mani.
• Dopo il 1815 il convento diventò un lanificio militare, e le sue ciminiere formano ancora un singolare monumento di archeologia industriale.