Chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova

Chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova

Largo Donnaregina 23. (Apri Mappa)

Descrizione

La Chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova è la chiesa barocca che le monache clarisse costruirono nel Seicento davanti alla gotica Donnaregina Vecchia, in largo Donnaregina, nel centro storico di Napoli. Dal 2007 ospita il Museo diocesano: dentro, una navata di stucchi dorati e due enormi tele di Luca Giordano.

L'interno è a navata unica, senza transetto, con sei profonde cappelle ornate di marmi barocchi, tre per lato. La volta è decorata con stucchi dorati tipici del barocco napoletano e affrescata nel 1654 da Francesco Maria De Benedictis, con l'Incoronazione della Vergine, l'Assunzione e San Francesco in gloria. Gli Apostoli guardano il sepolcro vuoto della Madonna.

L'altare maggiore, in breccia di Sicilia e verde antico, è del 1701-1702 su disegno di Francesco Solimena. Ai lati ci sono le due grandi tele di Luca Giordano, le Nozze di Cana e la Moltiplicazione dei pani e dei pesci, quattro metri per otto, firmate e datate 1705 e considerate le ultime opere del pittore napoletano.

Dietro l'altare c'è un grande riquadro marmoreo del 1636 con un polittico trecentesco venuto dalla chiesa Vecchia: la Morte, l'Assunzione e l'Incoronazione della Vergine, con i santi ai lati. Nelle cappelle ci sono tele del Settecento e del Seicento, tra cui Charles Mellin, Fasano e lo stesso Solimena.

Al piano superiore, un tempo riservato alle monache, c'è il coro delle monache. La volta, con la Vita di San Francesco, e la grande scena sopra la porta, il Miracolo delle rose (otto metri per quasi dieci), furono dipinte nel 1684 da un giovane Solimena e sono il suo primo grande affresco.

Il coro delle converse, sopra la controfacciata, conserva frammenti di affreschi di Luca Giordano del 1687 circa, con Giaele che uccide Sisara, Santa Margherita e il drago, Re Davide. È stato riorganizzato come loggione per i concerti che si tengono in chiesa.

Il Museo diocesano continua nella sacrestia e nella sala del comunichino, dietro l'abside, dove sono esposti dipinti della scuola napoletana provenienti da chiese chiuse o soppresse. Da qui si arriva anche a Donnaregina Vecchia.

La storia comincia con una regina: la Vecchia nacque nel Trecento grazie alle donazioni di Maria d'Ungheria, regina di Napoli. Agli inizi del Seicento le clarisse ne vollero un'altra, nuova, proprio davanti, iniziata nel 1617 da Giovan Giacomo di Conforto e consacrata nel 1669. Le due chiese erano collegate tra loro dalle rispettive absidi.

Tra il 1928 e il 1934, per ricostruire l'abside gotica della Vecchia, il restauratore Gino Chierici accorciò di sei metri il coro della Nuova, e le due chiese restarono separate. Il monastero era stato soppresso nel 1861, quando l'ampliamento di via Duomo, nel Risanamento di Napoli, richiese l'abbattimento di una parte del complesso.

Da non perdere
• Le tele di Luca Giordano.
• La volta a stucchi dorati.
• Il coro delle monache con gli affreschi di Solimena.
• La sacrestia e la sala del comunichino.

Lo sapevi?
• Nel 1681 si pensò a un campanile, ma le monache agostiniane del vicino San Giuseppe dei Ruffi si opposero e il progetto fu abbandonato.
• La tomba trecentesca della regina Maria d'Ungheria fu spostata più volte tra le due chiese, prima di tornare nella Vecchia.