Chiesa di Santa Maria Donnaregina Vecchia

Chiesa di Santa Maria Donnaregina Vecchia

Vico Donnaregina 1-6. (Apri Mappa)

Descrizione

La chiesa di Santa Maria Donnaregina Vecchia è una chiesa trecentesca nel centro storico di Napoli, costruita per le monache clarisse. Custodisce, nel coro delle monache, il più grande ciclo di affreschi del Trecento della città, e la tomba di una regina angioina.

La facciata è semplice e stretta, con due monofore e un ovale sotto lo stemma della regina Maria d'Ungheria, che volle il convento. Davanti si apre un piccolo chiostro settecentesco, detto «dei Marmi», con archi a tutto sesto e pilastri ionici, forse su progetto di Ferdinando Sanfelice.

Dentro c'è un'unica navata, lunga poco più di 38 metri, che termina in un'abside poligonale. Il soffitto originale a capriate, con frammenti di affreschi trecenteschi, è nascosto da un soffitto ligneo cinquecentesco, con al centro una Incoronazione della Vergine di Pietro Belverte.

Il coro delle monache sta sopra la navata, su sei pilastri ottagonali con volte a crociera. Ci si arriva da una porta sulla destra, dopo l'ingresso: custodisce il ciclo di affreschi trecentesco più importante di Napoli, anche se di attribuzione incerta.

Sulla parete sinistra della navata c'è la tomba di Maria d'Ungheria, di Tino di Camaino, del 1326: non è la sua posizione originale. Di fronte si apre la cappella Loffredo, con affreschi trecenteschi sull'Annunciazione, sulle storie di san Giovanni e su san Francesco che predica agli uccelli: un gusto giottesco con ricordi bizantini.

Nell'abside restano parti del pavimento in cotto maiolicato, esempio di ceramica napoletana di età angioina, e le volte sono dipinte con i colori degli Angiò e della casa d'Ungheria. Ai lati dell'arco ci sono due Crocifissioni trecentesche; in navata, un Martirio di sant'Orsola del 1520, forse di Francesco da Tolentino.

Il monastero è antichissimo: è citato già nel 780. Sotto Carlo I d'Angiò fu una prigione per nobili nemici del re. Dopo il terremoto del 1293 Maria d'Ungheria lo fece ricostruire dalle fondamenta; la chiesa fu aperta al culto nel 1316 e consacrata nel 1320.

Nel Seicento le monache si costruirono accanto una chiesa nuova, e quella vecchia finì in disparte. Dopo la soppressione del 1861 fu divisa in stanze e passò al Comune, che ci mise di tutto: guardie municipali, una scuola, case per i poveri, un tribunale, un museo.

Solo i restauri di Gino Chierici, tra il 1928 e il 1934, le restituirono le forme gotiche.

Da non perdere
• Gli affreschi del coro delle monache.
• La tomba di Maria d'Ungheria.
• La cappella Loffredo.
• Il pavimento in cotto maiolicato.

Lo sapevi?
• Il coro poggia sopra la navata, su sei pilastri: una soluzione che si ritroverà poi in alcune chiese tedesche.
• Nel 1390 un fulmine provocò un incendio che danneggiò il tetto della chiesa.