Chiostri di San Martino

Chiostri di San Martino

Largo San Martino. (Apri Mappa)

Descrizione

I Chiostri di San Martino fanno parte della Certosa di San Martino, sulla collina del Vomero, con tutta Napoli ai piedi. Il più grande è un portico di marmo bianco e grigio, tra statue di santi e il piccolo cimitero dei monaci.

Il Chiostro Grande ha sessanta arcate di marmo bianco e grigio e piperno. Un pavimento in marmo gioca sui chiaroscuri, e sulla balaustra del piano superiore stanno otto statue di santi a figura intera, tra sfere di marmo e coppe.

Chi lo abbia progettato resta un mistero: Dosio, di Conforto o Cosimo Fanzago. Di sicuro Fanzago lavorò al pavimento, alle statue e al cimitero. Intorno ci sono le celle dei monaci, che ricevevano i pasti da piccole finestre accanto alle porte.

Il cimitero dei certosini, in un angolo del chiostro, ha teschi di marmo legati da nastri sotto una balaustra elegante: un memento mori seicentesco, opera di Fanzago e modello per quello della certosa di Padula.

C'è anche una cisterna del 1578, profonda cinquanta metri e larga otto e mezzo, con una scala di tufo per scendere. L'acqua vi arrivava da otto finestrine: non la purificava molto bene, ma è un capolavoro di ingegneria idraulica.

Il più raccolto chiostro dei Procuratori, di fine Cinquecento, ha portico con arcate a distanza irregolare, un pozzo del 1605-1608 e stemmi della città.

La certosa nacque nel Trecento per volere di Roberto d'Angiò e del figlio Carlo, con un solo grande chiostro. Per secoli, dove oggi c'è quello dei Procuratori, i monaci coltivarono l'orto e le erbe medicinali.

Sulle porte gemelle del chiostro, nelle nicchie di marmo, escono i busti di sant'Ugo, san Brunone e altri santi, opera di Fanzago; quelli di san Martino e san Gennaro sono di Vaccaro, del 1709. Alle pareti del chiostro dei Procuratori ci sono sculture ed epigrafi collocate nel 1900, quando fu allestito il Museo nazionale di San Martino.

Dal 1578 il complesso fu ampliato con i lavori di Giovanni Antonio Dosio: il chiostro esistente fu rifatto e divenne il Grande, e furono costruiti quello dei Procuratori e quello del quarto del priore.