Cimitero di Poggioreale

Cimitero di Poggioreale

Via Santa Maria del Pianto 134. (Apri Mappa)

Descrizione

Il cimitero di Poggioreale è il principale cimitero di Napoli, sulla collina a nord-est del centro, e tra i maggiori d'Europa. Il nucleo storico, il cimitero monumentale, è un museo all'aperto: tempietti dorici, piramidi in stile egizio e statue tra i boschetti.

Intorno al nucleo originario sono nati altri cimiteri, fino a formare una vera città dei morti. Per un visitatore conta soprattutto il monumentale, quello che si apre su via Nuova Poggioreale.

Il cuore del complesso è il chiostro grande, un vasto quadriportico che i napoletani chiamano «il quadrato», anche se è rettangolare. Prima ci sono due chiostri più piccoli. Sotto i portici e nei vani sotterranei c'erano spazi per le confraternite, così anche chi aveva poco poteva avere una tomba con un nome.

I pendii della collina, tra piante e boschetti, si riempirono presto di tombe gentilizie e di piccoli templi, per lo più dorici e con richiami egizi. In pochi anni cambiarono il volto del colle. L'ingresso dorico, su via Nuova Poggioreale, fu disegnato da Stefano Gasse.

Il Quadrato degli uomini illustri ha 157 monumenti in sette aiuole. Non c'è un famedio unico, ma tombe singole, di stili e dimensioni molto diversi: l'insieme è suggestivo. Qui riposano Enrico De Nicola, Salvatore Di Giacomo e Luigi Settembrini.

Anche il resto dell'area ha i suoi angoli. Il cimitero inglese della Doganella accoglie stranieri legati a Napoli, come la matematica scozzese Mary Somerville e il pittore olandese Anton Sminck van Pitloo. Il cimitero israelitico ha lapidi sobrie in un lungo cortile stretto.

Questa zona era legata alla morte da molto prima. Nel 1528 l'esercito francese che assediava la città deviò l'acquedotto e trasformò i campi in una palude. Ne nacque un'epidemia che uccise anche il comandante, Lautrec. Le prime sepolture cominciarono allora.

Il cimitero vero e proprio arrivò dopo. Fu progettato nel 1812 da Francesco Maresca, sotto Gioacchino Murat, e consacrato nel 1837 da Ferdinando II di Borbone. Restava da convincere i napoletani: i nobili volevano essere sepolti nelle chiese.

Il Comune ci riuscì, e le classi più in vista cominciarono a gareggiare in tombe sempre più belle. Qualcuno criticò il risultato, giudicato troppo «pagano». Per lo studioso Luigi Latini è una versione mediterranea del Père-Lachaise di Parigi.

Da non perdere
• Il Quadrato degli uomini illustri.
• Il chiostro grande.
• L'ingresso dorico.
• Le tombe gentilizie sulla collina.

Lo sapevi?
• Benedetto Croce è sepolto fuori dal Quadrato, vicino all'ingresso: dentro non c'era più posto.
• Nel vicino cimitero di Santa Maria del Pianto, parte della stessa area, riposano Totò e, a pochi metri, Enrico Caruso.