Complesso degli Incurabili

Complesso degli Incurabili

Via Maria Longo 4. (Apri Mappa)

Descrizione

Il complesso degli Incurabili è un antico ospedale rinascimentale nel centro storico di Napoli, vicino a via dell'Anticaglia, nel quartiere San Lorenzo. Dentro c'è una delle farmacie più belle d'Italia, con scaffali di legno e circa 400 vasi di maiolica, oltre a un museo, un giardino di piante medicinali e una chiesa.

Una donna paralizzata da una malattia fa un voto: se guarirà, si dedicherà ai malati che nessuno vuole curare. Nel 1521 Maria Lorenza Longo mantenne la promessa e fondò l'ospedale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili.

Dal 2010 una parte del complesso ospita il Museo delle arti sanitarie, con documenti d'archivio, arredi, argenteria, sculture e strumenti sanitari dell'antico ospedale. Il percorso comprende la farmacia, la chiesa di Santa Maria del Popolo con la cappella Montalto e l'orto dei medici.

La farmacia storica, a cui si accede dal cortile, è la sorpresa maggiore. Nacque dalla ristrutturazione, tra il 1744 e il 1750, dell'antica spezieria cinquecentesca, pagata con il lascito di uno dei reggenti, Antonio Maggiocca, di cui c'è il busto di marmo.

Ha due ambienti. L'antisala, che fungeva da laboratorio, ha scaffali di noce intagliato e decorato, con albarelli e idrie dipinti di blu; il grande salone conserva circa 400 vasi di maiolica, con scene bibliche e allegorie, e sul soffitto una tela di Pietro Bardellino del 1750. Il pavimento è in cotto maiolicato.

Nel giardino dei semplici, le piante che un tempo servivano alle cure: un albero di canfora alto 35 metri, un eucalipto, una camelia, un tasso e diverse strelitzie. Nel cortile ci sono due fontane storiche e gli scaloni monumentali.

La chiesa di Santa Maria del Popolo è a una sola aula con cappelle e stucchi barocchi. L'altare maggiore è in marmo commesso di Dionisio Lazzari; accanto c'è un sepolcro rinascimentale di Giovanni da Nola, e le tele sono di Battistello Caracciolo, Marco Pino, Francesco De Mura e altri.

Attorno all'ospedale crebbe una piccola città: chiese, chiostri, monasteri, perfino un banco, aperto nel 1589 per finanziarne le cure. Nel decennio francese ci lavorò anche santa Giovanna Antida Thouret con le sue Figlie della Carità.

Non tutte le cure erano dolci. Nel cortile c'è il «pozzo dei pazzi», dove venivano calate le persone in stato di agitazione per farle calmare.

Da non perdere
• La farmacia storica.
• Il giardino dei semplici.
• La chiesa di Santa Maria del Popolo.
• Il pozzo dei pazzi.

Lo sapevi?
• La chiesetta della Monaca di Legno deve il nome, per la leggenda, a una suora che tentò di fuggire dal monastero e restò immobile come una statua di legno.
• Nella chiesa della Riforma Maria Longo raccoglieva le donne di strada per «riformarne» la vita.