Complesso di San Gregorio Armeno

Complesso di San Gregorio Armeno

Via San Gregorio Armeno 14-28. (Apri Mappa)

Descrizione

Il complesso di San Gregorio Armeno è una chiesa barocca con il suo grande monastero, nel centro antico di Napoli, a metà della strada dei pastori del presepe. Dietro una facciata sobria nasconde uno degli interni più ricchi e dorati della città.

La chiesa è una sola navata, coperta da un soffitto a cassettoni intagliato e dorato, voluto alla fine del Cinquecento dalla badessa Beatrice Carafa. Dalle pareti alla cupola corrono le 62 scene affrescate da Luca Giordano, uno dei suoi lavori più importanti, fino alla Gloria di san Gregorio nella cupola.

Sulla controfacciata Giordano racconta l'arrivo delle monache armene sulla spiaggia di Napoli. In alto, dietro le grate dorate dei cori, le monache seguivano la messa senza essere viste: una grata di ottone, accanto all'altare, permetteva alla badessa di ascoltarla e alle suore di ricevere la comunione.

Dal monastero si entra nel chiostro, tra i più belli di Napoli, con aranci, una fontana e le statue di Cristo e della Samaritana. Fuori, il campanile scavalca la via come un ponte e collega le due parti del convento.

Secondo la tradizione tutto comincia con un gruppo di monache in fuga da Costantinopoli, che portarono con sé le reliquie di san Gregorio, patriarca d'Armenia. Il convento che nacque divenne uno dei più grandi e ricchi della città.

Ci entravano le figlie delle grandi famiglie napoletane, Pignatelli, Caracciolo, Di Sangro. Dopo il Concilio di Trento arrivò la clausura e, dal 1572, chiesa e monastero furono rifatti da capo, mentre le suore continuavano a viverci, spostandosi da un'ala all'altra.

Napoli ha un sangue che si scioglie anche fuori dal Duomo. Dal 1864 qui si conservano le reliquie di santa Patrizia, e il suo sangue, come quello di san Gennaro, si liquefà: per questo molti napoletani chiamano la chiesa semplicemente Santa Patrizia.