Conservatorio di San Pietro a Majella

Conservatorio di San Pietro a Majella

Via San Pietro a Maiella 5-17. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Conservatorio di San Pietro a Majella è la scuola di musica di Napoli, nell'ex convento dei celestini accanto alla chiesa di San Pietro a Majella, nel centro storico. Fondato nel 1808 mettendo insieme quattro antichi istituti per orfani, custodisce dentro le sue mura un museo, una biblioteca e un archivio dedicati ai grandi della musica napoletana.

È la casa della scuola musicale napoletana, che tra Sei e Settecento portò il suo stile sulle scene e nelle corti di tutta Europa. Il museo storico espone strumenti, busti e ritratti di compositori e musicisti legati all'istituto, e c'è anche una biblioteca con l'archivio storico.

Perché le scuole di musica si chiamano «conservatori»? Perché la parola viene da qui. Nel Cinquecento Napoli ebbe quattro istituti per bambini orfani, abbandonati o poveri, i conservatori, dove si insegnavano catechismo e canto: Santa Maria di Loreto, la Pietà dei Turchini, Sant'Onofrio a Capuana e i Poveri di Gesù Cristo.

La Pietà dei Turchini prendeva il nome dal colore turchese delle divise degli orfanelli. Poi la musica diventò la materia principale: con maestri come Francesco Durante e Gaetano Greco i ragazzi uscivano pronti per fare i cantanti, gli strumentisti, i compositori. Tra gli allievi si ricordano Pergolesi, Piccinni e Paisiello.

Con la fama arrivarono anche allievi paganti, figli di famiglie non povere, che studiavano accanto agli orfani presi dalle strade. Nel 1739 lo scrittore francese Charles de Brosses chiamò Napoli la capitale mondiale della musica.

Il Conservatorio nacque nel 1808 come Real Collegio di Musica, dalla fusione dei quattro istituti. La sede antica era il vicino convento di San Sebastiano. Dal 1826, per ordine di Francesco I, il complesso si trasferì nell'attuale sede, in via San Pietro a Majella, e prese il nome di Reale Conservatorio.

Nel 1825 andò in scena la prima assoluta di Adelson e Salvini, di Vincenzo Bellini. Tra i direttori ci sono stati Paisiello, Donizetti, Mercadante e Cilea.

Nell'Ottocento e nel primo Novecento il complesso si arricchì di donazioni: busti, ritratti e strumenti di musicisti illustri, lasciati dagli artisti stessi perché il collegio custodisse le loro opere e la loro storia. Nel 1868 il bibliotecario Francesco Florimo, sotto la direzione di Mercadante, scrisse una lettera in cui annunciava di voler lasciare qui la sua collezione.

Da non perdere
• Il museo storico.
• La biblioteca e l'archivio.
• Gli strumenti e i ritratti dei musicisti.

Lo sapevi?
• La parola «conservatorio» nacque dagli orfanotrofi di Napoli.
• Gli orfanelli della Pietà dei Turchini portavano divise color turchese.