Descrizione
La Galleria dell'Accademia di Belle Arti è un museo di Napoli ospitato nel palazzo dell'Accademia, vicino al Museo archeologico. Racconta soprattutto l'Ottocento napoletano, con tanti quadri e sculture di maestri e allievi della scuola.
Le raccolte sono varie. Ci sono dipinti, disegni e sculture in marmo, bronzo e terracotta, dal Cinquecento all'Ottocento, più una galleria d'arte moderna con quasi ottocento opere e la gipsoteca.
Per l'Ottocento, il pezzo forte è la scuola di Posillipo: vedute di paesaggio di Giacinto Gigante, Teodoro Duclère, Consalvo Carelli e Anton Sminck van Pitloo. A fianco, i quadri storici di Domenico Morelli, Giuseppe Mancinelli e Francesco Saverio Altamura, e le scene di vita di Michele Cammarano, Teofilo Patini, Edoardo Dalbono e Gioacchino Toma.
La sala di Vincenzo Gemito raccoglie busti in terracotta e in bronzo, tra cui quelli di Giuseppe Verdi e dello stesso Morelli, e il Pescatoriello. Ci sono anche opere di Achille D'Orsi e di Tito Angelini.
Il nucleo più antico ha ventotto dipinti del Cinque e Seicento. Tra questi una Santa Caterina di Mattia Preti, un bozzetto delle Nozze di Cana di Luca Giordano e l'Interno della cattedrale di François Didier Nomé.
I ritratti sono un altro punto forte, con firme come Jean-Baptiste Wicar, Gaetano Forte e Joseph-Boniface Franque. Una raccolta di 206 disegni e acquerelli, di maestri e allievi dell'Accademia, completa il quadro, con qualche foglio di Giandomenico Tiepolo.
La donazione Palizzi del 1896 porta qui opere di artisti stranieri, come Corot, Decamps e Henri Rousseau. La gipsoteca conserva centinaia di calchi in gesso, alcuni rari.
La galleria passò dal Real Museo Borbonico al palazzo dell'Accademia nel 1864. Ebbe una sistemazione definitiva solo nel 1891, con Filippo Palizzi presidente dell'Accademia, e fu inaugurata nel 1916.
Poi arrivarono anni difficili. Fu chiusa per problemi alla struttura, riaperta nel 1929, chiusa di nuovo dal terremoto del 1930 e dalla seconda guerra mondiale, e svuotata da alcuni furti nella seconda metà del Novecento. La riapertura definitiva è del 2005.
Nel 2020 i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno ritrovato un dipinto di Giulio Carpioni, pittore veneziano del Seicento, rubato negli anni Settanta.
Da non perdere
• La scuola di Posillipo.
• La sala di Gemito.
• La Santa Caterina di Preti.
• La donazione Palizzi.
Lo sapevi?
• I dipinti antichi vengono dagli anni in cui l'Accademia divideva gli stessi ambienti con il Real Museo Borbonico.
• La galleria possiede un ricamo a fili incollati della ricamatrice settecentesca Marianna Elmo.
Le raccolte sono varie. Ci sono dipinti, disegni e sculture in marmo, bronzo e terracotta, dal Cinquecento all'Ottocento, più una galleria d'arte moderna con quasi ottocento opere e la gipsoteca.
Per l'Ottocento, il pezzo forte è la scuola di Posillipo: vedute di paesaggio di Giacinto Gigante, Teodoro Duclère, Consalvo Carelli e Anton Sminck van Pitloo. A fianco, i quadri storici di Domenico Morelli, Giuseppe Mancinelli e Francesco Saverio Altamura, e le scene di vita di Michele Cammarano, Teofilo Patini, Edoardo Dalbono e Gioacchino Toma.
La sala di Vincenzo Gemito raccoglie busti in terracotta e in bronzo, tra cui quelli di Giuseppe Verdi e dello stesso Morelli, e il Pescatoriello. Ci sono anche opere di Achille D'Orsi e di Tito Angelini.
Il nucleo più antico ha ventotto dipinti del Cinque e Seicento. Tra questi una Santa Caterina di Mattia Preti, un bozzetto delle Nozze di Cana di Luca Giordano e l'Interno della cattedrale di François Didier Nomé.
I ritratti sono un altro punto forte, con firme come Jean-Baptiste Wicar, Gaetano Forte e Joseph-Boniface Franque. Una raccolta di 206 disegni e acquerelli, di maestri e allievi dell'Accademia, completa il quadro, con qualche foglio di Giandomenico Tiepolo.
La donazione Palizzi del 1896 porta qui opere di artisti stranieri, come Corot, Decamps e Henri Rousseau. La gipsoteca conserva centinaia di calchi in gesso, alcuni rari.
La galleria passò dal Real Museo Borbonico al palazzo dell'Accademia nel 1864. Ebbe una sistemazione definitiva solo nel 1891, con Filippo Palizzi presidente dell'Accademia, e fu inaugurata nel 1916.
Poi arrivarono anni difficili. Fu chiusa per problemi alla struttura, riaperta nel 1929, chiusa di nuovo dal terremoto del 1930 e dalla seconda guerra mondiale, e svuotata da alcuni furti nella seconda metà del Novecento. La riapertura definitiva è del 2005.
Nel 2020 i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno ritrovato un dipinto di Giulio Carpioni, pittore veneziano del Seicento, rubato negli anni Settanta.
Da non perdere
• La scuola di Posillipo.
• La sala di Gemito.
• La Santa Caterina di Preti.
• La donazione Palizzi.
Lo sapevi?
• I dipinti antichi vengono dagli anni in cui l'Accademia divideva gli stessi ambienti con il Real Museo Borbonico.
• La galleria possiede un ricamo a fili incollati della ricamatrice settecentesca Marianna Elmo.