Museo Cappella Sansevero

Museo Cappella Sansevero

Via Francesco De Sanctis 19. (Apri Mappa)

Descrizione

La Cappella Sansevero, o chiesa di Santa Maria della Pietà, è un piccolo tempio barocco a due passi da piazza San Domenico Maggiore, nel centro storico di Napoli.

Oggi è un museo, e tra i più visitati della città: si viene per una statua di marmo, il Cristo velato, e si resta per un programma decorativo pieno di simboli massonici.

Al centro della navata c'è il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino: un Cristo morto disteso su un materasso, coperto da un sudario tanto sottile da lasciar vedere il viso, il costato scavato e le ferite. Intorno stanno gli strumenti del supplizio, tra cui una corona di spine e dei chiodi, uno dei quali sembra pizzicare il velo.

Altre due opere reggono il confronto. La Pudicizia di Antonio Corradini è una donna avvolta in un velo trasparente, con una ghirlanda di rose alla vita, dedicata alla madre di Raimondo di Sangro. Il Disinganno di Francesco Queirolo mostra un uomo che si libera da una rete, anche questa scolpita nel marmo.

Le altre statue, appoggiate ai pilastri, sono le Virtù: figure allegoriche dedicate alle donne e agli uomini di casa Sangro, da leggere una per una con i loro simboli. Dietro l'altare maggiore c'è la Deposizione di Francesco Celebrano, un altorilievo che sembra voler uscire dalla sua cornice.

In alto, sulla volta, la Gloria del Paradiso di Francesco Maria Russo colpisce per la freschezza dei colori, preparati secondo il principe con pigmenti di sua invenzione.

Sotto, nella cavea, le macchine anatomiche sono due scheletri, un uomo e una donna, con l'intero sistema circolatorio riprodotto nei dettagli più minuti, con un procedimento ancora non del tutto chiarito. Secondo la leggenda il principe avrebbe iniettato nei loro vasi una sostanza che li metallizzava; uno studio recente parla di filo di ferro, seta e cera d'api.

Il principe era Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, inventore, scienziato e massone. Dagli anni Quaranta del Settecento trasformò la cappella di famiglia in un tempio pieno di simboli: impiegò buona parte delle sue sostanze, contrasse debiti, diresse i lavori e fece perfino i materiali per la cornice e i colori della volta.

Il velo del Cristo ha creato una leggenda: la fama di alchimista del principe fece credere che fosse una vera stoffa trasformata in marmo. Un'analisi attenta e le lettere dell'epoca confermano che è scolpito nello stesso blocco della statua.

Il Cristo doveva nascere da Corradini, che però morì nel 1752 lasciando solo un bozzetto in terracotta. Il principe si affidò a Sanmartino, che ripartì da zero con un nuovo progetto.

Un pavimento labirintico di marmo bianco e nero, voluto dal principe per simboleggiare le difficoltà del cammino verso la conoscenza, andò distrutto nel crollo del 1889 e fu sostituito con cotto napoletano; ne restano pochi frammenti.

Da non perdere
• Cristo velato.
• Pudicizia.
• Disinganno.
• Macchine anatomiche.
• Deposizione.

Lo sapevi?
• Secondo la leggenda il velo era stoffa vera tramutata in pietra dall'alchimista: è invece tutto marmo, scolpito dallo stesso blocco.
• Si dice che il principe fece accecare lo scultore perché non ripetesse il capolavoro: è una diceria, senza alcuna prova.
• Il principe fece costruire una carrozza anfibia con cavalli di sughero, per attraversare il golfo di Napoli.