Descrizione
Il Museo nazionale di San Martino sta dentro la Certosa di San Martino, sulla collina del Vomero, e racconta la storia e la vita di Napoli e del suo Regno. Ci sono presepi, carrozze, navi, vedute della città, dipinti e porcellane, nelle sale dei vecchi monaci, con un panorama sul golfo.
La star è la sezione presepiale, dove un tempo c'erano le cucine dei certosini. Il presepe Cuciniello prende il nome da chi nel 1879 regalò al museo la sua monumentale raccolta di pastori, animali, agnelli e nature morte, esposta in una grotta scenografica. Accanto ci sono presepi piccolissimi, dentro gli scarabattoli, con minuscoli oggetti che rendono la scena realistica.
La Tavola Strozzi, nella sezione storica, è quasi una fotografia di Napoli a metà Quattrocento, tra le più importanti testimonianze di come cambiò la città. Più avanti ci sono dipinti con la peste del 1656, l'inaugurazione della ferrovia Napoli-Portici e i ricordi della Repubblica Napoletana del 1799.
Nella sala delle carrozze la carrozza degli Eletti è la più antica della città, usata nella festa di Piedigrotta e nella processione del Corpus Domini. La sezione navale ha un lancione a ventiquattro remi donato a Carlo di Borbone e un caicco regalato dal sultano turco Selim III a Ferdinando IV.
Il Quarto del Priore ha pavimenti maiolicati del Settecento, cineserie e dipinti di Luca Giordano, Ribera, Artemisia Gentileschi e Stanzione. Al secondo livello la galleria dell'Ottocento espone circa 950 dipinti della scuola di Posillipo, con Gigante, Morelli e De Nittis.
Il museo nacque nel 1866, all'indomani dell'Unità, quando la Certosa fu tolta ai monaci. L'archeologo Giuseppe Fiorelli volle riempirla con testimonianze della vita di Napoli e dei regni meridionali.
Nel 1865 Fiorelli chiese al sindaco la carrozza degli Eletti per esporla al pubblico, e da allora è qui. Dai giardini si gode il panorama del golfo, con le quattordici stazioni della Via Crucis lungo il muro.
La star è la sezione presepiale, dove un tempo c'erano le cucine dei certosini. Il presepe Cuciniello prende il nome da chi nel 1879 regalò al museo la sua monumentale raccolta di pastori, animali, agnelli e nature morte, esposta in una grotta scenografica. Accanto ci sono presepi piccolissimi, dentro gli scarabattoli, con minuscoli oggetti che rendono la scena realistica.
La Tavola Strozzi, nella sezione storica, è quasi una fotografia di Napoli a metà Quattrocento, tra le più importanti testimonianze di come cambiò la città. Più avanti ci sono dipinti con la peste del 1656, l'inaugurazione della ferrovia Napoli-Portici e i ricordi della Repubblica Napoletana del 1799.
Nella sala delle carrozze la carrozza degli Eletti è la più antica della città, usata nella festa di Piedigrotta e nella processione del Corpus Domini. La sezione navale ha un lancione a ventiquattro remi donato a Carlo di Borbone e un caicco regalato dal sultano turco Selim III a Ferdinando IV.
Il Quarto del Priore ha pavimenti maiolicati del Settecento, cineserie e dipinti di Luca Giordano, Ribera, Artemisia Gentileschi e Stanzione. Al secondo livello la galleria dell'Ottocento espone circa 950 dipinti della scuola di Posillipo, con Gigante, Morelli e De Nittis.
Il museo nacque nel 1866, all'indomani dell'Unità, quando la Certosa fu tolta ai monaci. L'archeologo Giuseppe Fiorelli volle riempirla con testimonianze della vita di Napoli e dei regni meridionali.
Nel 1865 Fiorelli chiese al sindaco la carrozza degli Eletti per esporla al pubblico, e da allora è qui. Dai giardini si gode il panorama del golfo, con le quattordici stazioni della Via Crucis lungo il muro.