Descrizione
Il Parco Virgiliano a Piedigrotta, detto anche parco delle tombe di Virgilio e Leopardi, è un piccolo parco archeologico in salita della Grotta, a Napoli, dietro la chiesa di Piedigrotta. Custodisce la tomba che la tradizione dice di Virgilio e il monumento dove si ritiene riposi Giacomo Leopardi. Non va confuso con il parco Virgiliano di Posillipo.
Due grandi poeti in un piccolo parco: ma di nessuno dei due si può giurare che sia davvero qui. Ed è proprio questo dubbio, vecchio di secoli, a rendere il posto così affascinante. L'area è monumento nazionale e l'ingresso è gratuito.
Il viale sale tra il verde. Subito a sinistra c'è un'edicola in piperno con due lapidi fatte porre nel 1668 dal viceré Pietro Antonio d'Aragona: elencano le sorgenti termali dei Campi Flegrei, da Fuorigrotta a Pozzuoli, e le malattie che ciascuna poteva curare.
In cima alla salita, un enorme monumento marmoreo: la tomba di Leopardi. È un'alta ara su una larga base quadrata, dentro una grotta artificiale scavata nel banco di tufo. Il poeta, morto a Napoli, qui riposa dal 22 febbraio 1939, dopo la prima sepoltura nella chiesa di San Vitale a Fuorigrotta.
Accanto, una stele firmata da Vittorio Emanuele III dà conto dell'autenticità della tomba, e una lapide ricorda la legge del 1897 che la dichiarò monumento nazionale. Più avanti, un verso di Leopardi dedicato a Virgilio.
La cosiddetta tomba di Virgilio è un mausoleo romano a colombario, in opera cementizia rivestita di opera reticolata: un basamento cubico con un tamburo cilindrico sopra. Dentro, una camera quadrata con volta a botte, tre feritoie e dieci nicchie dove un tempo stavano le urne.
Oggi il monumento sembra sospeso sullo strapiombo, perché il livello di calpestio di epoca romana è più alto di quello attuale: nel Quattrocento Alfonso d'Aragona allargò la galleria vicina e ne abbassò il piano.
Il parco si affaccia sulla Crypta Neapolitana, imponente galleria d'epoca romana tra Mergellina e Fuorigrotta, detta anche Grotta di Pozzuoli o di Posillipo. Sulla via c'è anche un tratto dell'acquedotto augusteo del Serino e una nicchia con affreschi medievali.
Il parco fu risistemato nel 1885, quando si aprì la galleria delle Quattro Giornate, ma solo intorno al 1930 prese la forma attuale, per volontà del latinista e archeologo Enrico Cocchia, e fu restaurato e riaperto nel 1976.
Da non perdere
• La tomba di Virgilio.
• La tomba di Leopardi.
• Le lapidi del viceré sulle terme flegree.
• L'epigrafe del 1554.
Lo sapevi?
• Nel 1554 i canonici di Piedigrotta misero davanti alla tomba un'epigrafe ironica che comincia «Qui cineres?», cioè «Quali ceneri?».
• Dal 1662 l'area fu di una famiglia nobile che aveva qui una villa con un casino agreste; diventò parco intorno al 1930, per il bimillenario virgiliano.
Due grandi poeti in un piccolo parco: ma di nessuno dei due si può giurare che sia davvero qui. Ed è proprio questo dubbio, vecchio di secoli, a rendere il posto così affascinante. L'area è monumento nazionale e l'ingresso è gratuito.
Il viale sale tra il verde. Subito a sinistra c'è un'edicola in piperno con due lapidi fatte porre nel 1668 dal viceré Pietro Antonio d'Aragona: elencano le sorgenti termali dei Campi Flegrei, da Fuorigrotta a Pozzuoli, e le malattie che ciascuna poteva curare.
In cima alla salita, un enorme monumento marmoreo: la tomba di Leopardi. È un'alta ara su una larga base quadrata, dentro una grotta artificiale scavata nel banco di tufo. Il poeta, morto a Napoli, qui riposa dal 22 febbraio 1939, dopo la prima sepoltura nella chiesa di San Vitale a Fuorigrotta.
Accanto, una stele firmata da Vittorio Emanuele III dà conto dell'autenticità della tomba, e una lapide ricorda la legge del 1897 che la dichiarò monumento nazionale. Più avanti, un verso di Leopardi dedicato a Virgilio.
La cosiddetta tomba di Virgilio è un mausoleo romano a colombario, in opera cementizia rivestita di opera reticolata: un basamento cubico con un tamburo cilindrico sopra. Dentro, una camera quadrata con volta a botte, tre feritoie e dieci nicchie dove un tempo stavano le urne.
Oggi il monumento sembra sospeso sullo strapiombo, perché il livello di calpestio di epoca romana è più alto di quello attuale: nel Quattrocento Alfonso d'Aragona allargò la galleria vicina e ne abbassò il piano.
Il parco si affaccia sulla Crypta Neapolitana, imponente galleria d'epoca romana tra Mergellina e Fuorigrotta, detta anche Grotta di Pozzuoli o di Posillipo. Sulla via c'è anche un tratto dell'acquedotto augusteo del Serino e una nicchia con affreschi medievali.
Il parco fu risistemato nel 1885, quando si aprì la galleria delle Quattro Giornate, ma solo intorno al 1930 prese la forma attuale, per volontà del latinista e archeologo Enrico Cocchia, e fu restaurato e riaperto nel 1976.
Da non perdere
• La tomba di Virgilio.
• La tomba di Leopardi.
• Le lapidi del viceré sulle terme flegree.
• L'epigrafe del 1554.
Lo sapevi?
• Nel 1554 i canonici di Piedigrotta misero davanti alla tomba un'epigrafe ironica che comincia «Qui cineres?», cioè «Quali ceneri?».
• Dal 1662 l'area fu di una famiglia nobile che aveva qui una villa con un casino agreste; diventò parco intorno al 1930, per il bimillenario virgiliano.