Descrizione
Posillipo è un quartiere residenziale sulla collina che chiude a ovest il golfo di Napoli. Ville, scogliere sul mare e vedute sul golfo ne fanno il luogo dove i napoletani vanno a cercare il panorama.
Il nome viene dal greco Pausilypon, «tregua dal pericolo» o «che fa cessare il dolore». Era la villa del ricco romano Vedio Pollione, e il nome si estese a tutto il promontorio. Duemila anni dopo il motivo è lo stesso: la vista.
Sulla punta del capo c'è il Parco sommerso di Gaiola, area protetta dal 2002 che va dal porticciolo di Marechiaro alla baia di Trentaremi, tra gli isolotti. Protegge sia le rovine romane sott'acqua sia l'ambiente marino.
Poco lontano, la Villa imperiale di Pausilypon offre uno dei migliori panorami sul golfo, con i resti dell'imponente teatro e di alcune sale di rappresentanza.
Poi il borgo di Marechiaro, il Parco Virgiliano con il suo viale e il Mausoleo Schilizzi. Per fare il bagno ci sono piccole baie come San Pietro ai due frati, con acqua limpida, e la spiaggia libera del Lido delle Monache, in via Posillipo.
Dopo l'età antica la collina restò un mondo a parte, fatto di casali di pescatori e contadini. Nel Seicento i viceré spagnoli costruirono le loro ville nobiliari, come avevano fatto i patrizi romani.
La strada sul mare fu completata solo nell'Ottocento: tra il 1812 e il 1824 sotto Murat arrivò a Marechiaro, e gli austriaci la prolungarono fino a Coroglio. Posillipo fu frazione fino al 1925.
La collina è l'orlo orientale della caldera dei Campi Flegrei e il suo tufo giallo si butta sul mare con ripide falesie. Nella baia di Trentaremi c'è un sistema di otto grotte marine nel tufo. A Gaiola il bradisismo ha sommerso in parte antiche strutture romane e ci sono fumarole subacquee.
A Posillipo si trova anche Villa Rosebery, residenza estiva del Presidente della Repubblica.
Il giovedì si tiene il mercatino, molto frequentato dai residenti, lungo viale Virgiliano.
Il nome viene dal greco Pausilypon, «tregua dal pericolo» o «che fa cessare il dolore». Era la villa del ricco romano Vedio Pollione, e il nome si estese a tutto il promontorio. Duemila anni dopo il motivo è lo stesso: la vista.
Sulla punta del capo c'è il Parco sommerso di Gaiola, area protetta dal 2002 che va dal porticciolo di Marechiaro alla baia di Trentaremi, tra gli isolotti. Protegge sia le rovine romane sott'acqua sia l'ambiente marino.
Poco lontano, la Villa imperiale di Pausilypon offre uno dei migliori panorami sul golfo, con i resti dell'imponente teatro e di alcune sale di rappresentanza.
Poi il borgo di Marechiaro, il Parco Virgiliano con il suo viale e il Mausoleo Schilizzi. Per fare il bagno ci sono piccole baie come San Pietro ai due frati, con acqua limpida, e la spiaggia libera del Lido delle Monache, in via Posillipo.
Dopo l'età antica la collina restò un mondo a parte, fatto di casali di pescatori e contadini. Nel Seicento i viceré spagnoli costruirono le loro ville nobiliari, come avevano fatto i patrizi romani.
La strada sul mare fu completata solo nell'Ottocento: tra il 1812 e il 1824 sotto Murat arrivò a Marechiaro, e gli austriaci la prolungarono fino a Coroglio. Posillipo fu frazione fino al 1925.
La collina è l'orlo orientale della caldera dei Campi Flegrei e il suo tufo giallo si butta sul mare con ripide falesie. Nella baia di Trentaremi c'è un sistema di otto grotte marine nel tufo. A Gaiola il bradisismo ha sommerso in parte antiche strutture romane e ci sono fumarole subacquee.
A Posillipo si trova anche Villa Rosebery, residenza estiva del Presidente della Repubblica.
Il giovedì si tiene il mercatino, molto frequentato dai residenti, lungo viale Virgiliano.