Chiesa di Santa Maria La Nova

Chiesa di Santa Maria La Nova

Via Santa Maria La Nova 6. (Apri Mappa)

Descrizione

La chiesa di Santa Maria la Nova è una grande chiesa francescana nel centro storico di Napoli, vicino a piazza Giovanni Bovio e al porto. Fondata nel Duecento e ricostruita a fine Cinquecento, ha un soffitto dorato con quarantasei dipinti, un cappellone barocco di grandi pittori e, nel chiostro accanto, una tomba che ha fatto sognare i cacciatori di Dracula.

L'interno è a croce latina, a una sola navata, con sette cappelle per lato. Lo sguardo va subito in alto: il soffitto in legno dorato, realizzato tra il 1598 e il 1603, ha quarantasei tavole di vari artisti, con al centro la Gloria del nome di Maria di Francesco Curia.

Le altre due tavole maggiori sono l'Assunzione della Vergine di Girolamo Imparato e l'Incoronazione della Vergine di Fabrizio Santafede. Sotto, nella zona delle finestre, Belisario Corenzio dipinse gli Articoli del Credo.

La seconda cappella a sinistra è il cappellone di San Giacomo della Marca: ospita i resti del santo ed è impreziosito da opere di Luca Giordano, Massimo Stanzione e Giovanni Balducci. Nella settima cappella, due putti sono attribuiti dalla tradizione a Luca Giordano da bambino.

L'altare maggiore fu disegnato da Cosimo Fanzago negli anni 1632-1633. Sull'arco c'è una Madonna con Bambino del Duecento, dipinta su rame e proveniente dalla vecchia chiesa. Nell'abside, Corenzio lavorò per circa vent'anni, dal 1603 al 1621.

Fuori, la facciata è austera, inclinata di circa dieci gradi rispetto alla navata, perché doveva allinearsi alla piazza. Dentro il muro destro c'è una scala a chiocciola. Il campanile sorge sull'antica torre Maestra, che sorvegliava il porto.

Tutto cominciò con un castello. Per costruire il Maschio Angioino, Carlo d'Angiò fece abbattere una chiesa dei frati minori e nel 1279 regalò loro un terreno vicino a una torre di guardia. La chiesa nuova fu chiamata, semplicemente, «la Nova».

Terremoti e lo scoppio di una polveriera, nel 1587, la ridussero male. Fu ricostruita in tre anni, dal 1596 al 1599, riutilizzando parte della vecchia. I soldi mancavano, ma aiutò un miracolo: la guarigione di uno storpio, attribuita al quadro della Madonna delle Grazie.

Nel chiostro minore c'è il sepolcro di Matteo Ferrillo, del 1499, con un drago scolpito. Nel 2014 alcuni studiosi hanno sostenuto che lì riposi Vlad III di Valacchia, cioè Dracula. Altri ricordano che il drago è solo lo stemma dei Ferrillo.

Da non perdere
• Il soffitto ligneo.
• Il cappellone di San Giacomo della Marca.
• L'altare di Fanzago.
• Il sepolcro di Matteo Ferrillo.

Lo sapevi?
• Secondo la tradizione, i due putti della settima cappella a sinistra li dipinse Luca Giordano a otto anni, al posto del padre.
• Per la teoria su Dracula, le due sfingi della tomba alluderebbero a Tebe, «Tepe», cioè Țepeș. Per i critici, Țepeș viene invece da una parola turca che significa «impalatore».