Descrizione
La chiesa di Santa Teresa degli Scalzi è una chiesa barocca di Napoli, nel quartiere Stella, lungo l'ampia via aperta tra il 1806 e il 1810 per collegare il centro storico a Capodimonte. È detta anche Santa Teresa al Museo.
La vollero i Carmelitani Scalzi. I lavori cominciarono nel 1604 e la chiesa fu consacrata nel 1612, grazie soprattutto alle offerte raccolte da Pietro della Madre di Dio, un predicatore spagnolo seguace di santa Teresa d'Avila. Il progetto era di Giovan Giacomo di Conforto.
La facciata è di Cosimo Fanzago, del 1652, con due statue in stucco: santa Teresa d'Avila e san Giovanni della Croce. Quando fu aperta la nuova strada, il livello si abbassò e servì una scalinata per arrivare all'ingresso; la doppia rampa di oggi è del 1835.
L'interno è a croce latina, a una sola navata con cappelle, ricco di opere barocche: tele, statue e busti di artisti napoletani del Sei e Settecento.
La cappella di Santa Teresa d'Avila, nel transetto sinistro, è uno dei migliori esempi del Seicento a Napoli. Fanzago la disegnò nel 1640: marmi commessi su pareti e pavimento, un cancelletto in ottone, sculture in stucco e due dipinti di Ippolito Borghese.
Nella seconda cappella a sinistra, Battistello Caracciolo dipinse tra il 1616 e il 1620 le Storie dell'Ordine Carmelitano. Qui si trova anche la scultura dell'imperatore Carlo VI, di Giacomo Colombo, del 1715: l'unica testimonianza artistica di un Asburgo in una chiesa napoletana.
Il tesoro più prezioso non è più qui. Nel 1808, con la soppressione degli ordini religiosi, l'altare maggiore di Dionisio Lazzari, tutto pietre dure e lapislazzuli, con effetti prospettici sorprendenti, fu portato nella Cappella Reale del Palazzo Reale, dove si trova ancora. Quello di oggi è di Giuseppe Sanmartino e viene dalla chiesa del Divino Amore.
La cupola, progettata da Di Conforto, crollò nel 1835, forse perché troppo esile, e fu sostituita da una copertura più prudente. Accanto alla chiesa, i due chiostri monumentali e l'ex convento, un tempo palazzo del Duca di Nocera, fanno oggi capo all'Istituto Paolo Colosimo per i non vedenti.
La vollero i Carmelitani Scalzi. I lavori cominciarono nel 1604 e la chiesa fu consacrata nel 1612, grazie soprattutto alle offerte raccolte da Pietro della Madre di Dio, un predicatore spagnolo seguace di santa Teresa d'Avila. Il progetto era di Giovan Giacomo di Conforto.
La facciata è di Cosimo Fanzago, del 1652, con due statue in stucco: santa Teresa d'Avila e san Giovanni della Croce. Quando fu aperta la nuova strada, il livello si abbassò e servì una scalinata per arrivare all'ingresso; la doppia rampa di oggi è del 1835.
L'interno è a croce latina, a una sola navata con cappelle, ricco di opere barocche: tele, statue e busti di artisti napoletani del Sei e Settecento.
La cappella di Santa Teresa d'Avila, nel transetto sinistro, è uno dei migliori esempi del Seicento a Napoli. Fanzago la disegnò nel 1640: marmi commessi su pareti e pavimento, un cancelletto in ottone, sculture in stucco e due dipinti di Ippolito Borghese.
Nella seconda cappella a sinistra, Battistello Caracciolo dipinse tra il 1616 e il 1620 le Storie dell'Ordine Carmelitano. Qui si trova anche la scultura dell'imperatore Carlo VI, di Giacomo Colombo, del 1715: l'unica testimonianza artistica di un Asburgo in una chiesa napoletana.
Il tesoro più prezioso non è più qui. Nel 1808, con la soppressione degli ordini religiosi, l'altare maggiore di Dionisio Lazzari, tutto pietre dure e lapislazzuli, con effetti prospettici sorprendenti, fu portato nella Cappella Reale del Palazzo Reale, dove si trova ancora. Quello di oggi è di Giuseppe Sanmartino e viene dalla chiesa del Divino Amore.
La cupola, progettata da Di Conforto, crollò nel 1835, forse perché troppo esile, e fu sostituita da una copertura più prudente. Accanto alla chiesa, i due chiostri monumentali e l'ex convento, un tempo palazzo del Duca di Nocera, fanno oggi capo all'Istituto Paolo Colosimo per i non vedenti.