Cimitero delle Fontanelle

Cimitero delle Fontanelle

Via Fontanelle 77. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Cimitero delle Fontanelle è un ossario scavato nel tufo sotto la collina di Materdei, nel rione Sanità di Napoli. Tra gallerie alte fino a 15 metri custodisce circa 40.000 resti senza nome, un luogo impressionante e insieme strano, legato a un culto popolare unico: quello dei teschi adottati.

Le Fontanelle erano cave di tufo, da cui si estraeva il materiale per costruire la città. Dal 1656, anno di una peste che fece almeno trecentomila morti, diventarono il posto dove portare chi non aveva una tomba. Poi arrivò il colera del 1836, e vi finirono anche le ossa svuotate dalle sepolture delle chiese.

Il cimitero ha tre grandi navate, come una basilica, lunghe un centinaio di metri. Quella di sinistra è la navata dei preti, quella centrale degli appestati, quella di destra dei pezzentielli, i poveri. Ai lati, lunghe cataste di teschi, tibie e femori.

La visita comincia dalla piccola chiesa del Carmine, che dà accesso alle cave. Subito dentro, due bare con scheletri vestiti: sono una coppia di nobili, Filippo Carafa e sua moglie Margherita, che ha la bocca aperta e per questo si diceva fosse morta soffocata da uno gnocco.

Nella navata dei preti c'è il Monacone, una statua decapitata di san Vincenzo Ferrer su cui qualcuno ha messo un teschio al posto della testa. In fondo si trova il Tribunale, tre croci su una base di teschi dove, a quanto si racconta, si riunivano i capi della camorra antica.

Nella navata degli appestati, dopo il Calvario, ci sono i teschi adottati, in teche di marmo con la scritta «Per grazia ricevuta», un nome e un anno. Chi non poteva permettersele teneva il teschio in una scatola, anche di biscotti. Qui si trova pure la grande cappella delle tibie e dei femori, con un Sacro Cuore al centro.

Per secoli, a Napoli, si poteva adottare un teschio. Lo si sceglieva perché l'anima del morto era apparsa in sogno, lo si lucidava, gli si dava un nome. In cambio lui proteggeva la famiglia: erano le anime pezzentelle, le anime abbandonate del Purgatorio.

Nel 1969 la Chiesa vietò il culto dei singoli crani, considerandolo una fede pagana. Dal 1872 il canonico Gaetano Barbati, con un gruppo di fedeli, aveva ordinato le ossa per tipo; prima, un'inondazione le aveva trascinate per le strade.

Da non perdere
• Il teschio del Capitano.
• I teschi adottati nelle teche.
• Il Tribunale.
• Le tre navate.

Lo sapevi?
• Il teschio del Capitano ha l'orbita nera, e una leggenda dice che uno sposo scettico gliela bucò con un bastone: il Capitano si presentò al suo matrimonio.
• Si diceva che qui riposasse anche Giacomo Leopardi, morto durante il colera: in realtà fu sepolto altrove.