Descrizione
La Fontana del Nettuno, detta anche fontana Medina, è una fontana monumentale in piazza Municipio, davanti a Palazzo San Giacomo, a Napoli. È una fontana del primo Seicento che ha viaggiato più di qualsiasi altra in città: dal 1601 ha cambiato indirizzo almeno sette volte.
Al centro, su uno scoglio, due ninfe e due satiri reggono sulla testa una coppa, e sopra la coppa troneggia Nettuno con il tridente, opera di Michelangelo Naccherino. Dal dio zampilla l'acqua.
Più sotto, due mostri marini versano l'acqua nella grande vasca centrale, adornata con delfini che cavalcano tritoni, che a loro volta spruzzano acqua. Sono di Pietro Bernini, padre del più famoso Gian Lorenzo.
La fontana è circolare ed è circondata da una balaustra con quattro gradinate, una di fronte all'altra, ornate da eleganti viticci a traforo. Sopra ci sono i quattro leoni da cui sgorga l'acqua, ciascuno con lo scudo della città e del duca di Medina e di Carafa tra le zampe: furono aggiunti da Cosimo Fanzago.
La voleva il viceré Enrique de Guzmán, conte di Olivares, ma fu realizzata tra il 1600 e il 1601, sotto il viceré conte di Lemos, su direzione di Domenico Fontana. Si pensava un tempo che fosse opera di Giovanni Domenico D'Auria, che però era già morto quando Olivares governava.
Nacque all'Arsenale del porto, dove però l'acqua non arrivava, e nel 1628 il viceré duca d'Alba la fece portare davanti a Palazzo Reale. Qui intralciava le feste in piazza, e nel 1634 fu spostata a Santa Lucia, sul baluardo d'Alcalà, dove Fanzago la arricchì insieme ai figli Carlo e Ascenzio.
Nel 1639 il viceré duca di Medina de las Torres la volle sulla sua nuova strada, vicino alla chiesa di San Diego all'Ospedaletto: da allora strada e fontana portano il suo nome.
La sua vita fu agitata. Fu mutilata ai tempi della rivolta di Masaniello e depredata da un altro viceré nel 1672. Nel 1886, per i lavori del Risanamento, finì smontata nelle grotte sotto Pizzofalcone. Nel 1898 riapparve in piazza della Borsa, l'attuale piazza Bovio, dove restò fino al 2000.
Rimossa per il cantiere della metropolitana, nel 2001, con grande sorpresa dei napoletani, ricomparve in via Medina, poco distante dalla sua prima posizione. Nel 2014 fu restaurata e smontata ancora, per essere ricostruita in piazza Municipio nei primi mesi del 2015, nel progetto degli architetti Álvaro Siza e Eduardo Souto de Moura.
Da non perdere
• Nettuno con il tridente.
• I mostri marini di Pietro Bernini.
• I quattro leoni di Fanzago.
Lo sapevi?
• La fontana fu inaugurata di nuovo il 23 maggio 2015, lo stesso giorno della stazione Municipio della metropolitana.
• Nel 1629 un topografo la disegnò nella sua veduta di Napoli, per l'importanza del suo trasferimento davanti a Palazzo Reale.
Al centro, su uno scoglio, due ninfe e due satiri reggono sulla testa una coppa, e sopra la coppa troneggia Nettuno con il tridente, opera di Michelangelo Naccherino. Dal dio zampilla l'acqua.
Più sotto, due mostri marini versano l'acqua nella grande vasca centrale, adornata con delfini che cavalcano tritoni, che a loro volta spruzzano acqua. Sono di Pietro Bernini, padre del più famoso Gian Lorenzo.
La fontana è circolare ed è circondata da una balaustra con quattro gradinate, una di fronte all'altra, ornate da eleganti viticci a traforo. Sopra ci sono i quattro leoni da cui sgorga l'acqua, ciascuno con lo scudo della città e del duca di Medina e di Carafa tra le zampe: furono aggiunti da Cosimo Fanzago.
La voleva il viceré Enrique de Guzmán, conte di Olivares, ma fu realizzata tra il 1600 e il 1601, sotto il viceré conte di Lemos, su direzione di Domenico Fontana. Si pensava un tempo che fosse opera di Giovanni Domenico D'Auria, che però era già morto quando Olivares governava.
Nacque all'Arsenale del porto, dove però l'acqua non arrivava, e nel 1628 il viceré duca d'Alba la fece portare davanti a Palazzo Reale. Qui intralciava le feste in piazza, e nel 1634 fu spostata a Santa Lucia, sul baluardo d'Alcalà, dove Fanzago la arricchì insieme ai figli Carlo e Ascenzio.
Nel 1639 il viceré duca di Medina de las Torres la volle sulla sua nuova strada, vicino alla chiesa di San Diego all'Ospedaletto: da allora strada e fontana portano il suo nome.
La sua vita fu agitata. Fu mutilata ai tempi della rivolta di Masaniello e depredata da un altro viceré nel 1672. Nel 1886, per i lavori del Risanamento, finì smontata nelle grotte sotto Pizzofalcone. Nel 1898 riapparve in piazza della Borsa, l'attuale piazza Bovio, dove restò fino al 2000.
Rimossa per il cantiere della metropolitana, nel 2001, con grande sorpresa dei napoletani, ricomparve in via Medina, poco distante dalla sua prima posizione. Nel 2014 fu restaurata e smontata ancora, per essere ricostruita in piazza Municipio nei primi mesi del 2015, nel progetto degli architetti Álvaro Siza e Eduardo Souto de Moura.
Da non perdere
• Nettuno con il tridente.
• I mostri marini di Pietro Bernini.
• I quattro leoni di Fanzago.
Lo sapevi?
• La fontana fu inaugurata di nuovo il 23 maggio 2015, lo stesso giorno della stazione Municipio della metropolitana.
• Nel 1629 un topografo la disegnò nella sua veduta di Napoli, per l'importanza del suo trasferimento davanti a Palazzo Reale.