Descrizione
La Grotta di Seiano è un tunnel romano di 770 metri scavato nel tufo della collina di Posillipo, a Napoli, che porta al parco archeologico del Pausilypon: i resti di una grande villa imperiale con teatro, odeon e terme, affacciati sul mare tra la baia di Trentaremi e la Gaiola.
L'ingresso del parco è da discesa Coroglio, proprio attraverso la grotta.
La galleria congiunge la piana di Bagnoli con il vallone della Gaiola, passando per la baia di Trentaremi, in linea retta. Dalla parete sud partono tre cunicoli che finiscono in aperture a strapiombo sulla baia e portano luce e aria.
Il primo traforo fu fatto dall'architetto Lucio Cocceio Aucto per Marco Vipsanio Agrippa, per collegare la villa di Pollione e le altre ville ai porti di Pozzuoli e Cuma. Il nome viene da Seiano, il prefetto di Tiberio che, secondo la tradizione, ne commissionò l'allargamento.
Oltre la grotta si arriva alla villa di Pausilypon, il cui nome significa «sollievo dal dolore». Si vedono il teatro da 2000 posti, l'odeon e alcune sale di rappresentanza, con tracce delle decorazioni murali e le condutture dell'acquedotto.
Dai belvedere a picco sul mare si guarda il golfo, il Vesuvio, la penisola sorrentina e Capri. Le strutture marittime della villa continuano sotto l'acqua e fanno parte del parco sommerso della Gaiola, area marina protetta dal 2002.
Il padrone di casa aveva una pessima fama: si raccontava che desse in pasto alle sue murene gli schiavi che sbagliavano. Si chiamava Publio Vedio Pollione, ricchissimo cavaliere romano che dopo la battaglia di Azio decise di trascorrere qui i suoi ultimi giorni.
Alla sua morte, nel 15 a.C., la villa divenne residenza di Augusto e dei suoi successori. L'ultimo ad abitarla fu Adriano. Poco più avanti, sulla costa, resta il palazzo degli Spiriti, che per alcuni era un murenaio: oggi i giovani si tuffano dalle sue finestre.
Il parco è curato anche con visite guidate e laboratori per le scuole, e si sta riscoprendo anche da turisti stranieri, oltre che dai napoletani. Il paesaggio è uno dei più belli della costa di Posillipo.
La grotta cadde in disuso e fu dimenticata. Venne ritrovata per caso durante i lavori per una nuova strada, nel 1841, e Ferdinando II la fece riaprire. Durante la guerra fu rifugio antiaereo per gli abitanti di Bagnoli; il parco è visitabile dal 2009.
Da non perdere
• La Grotta di Seiano.
• Il teatro.
• I belvedere sul parco sommerso della Gaiola.
• Il palazzo degli Spiriti.
Lo sapevi?
• Si racconta che, durante un banchetto, Augusto salvò dalle murene uno schiavo che aveva rotto un calice di cristallo: fece rompere tutti gli altri.
• Lungo la costa c'è anche la «Scuola di Virgilio», dove si riteneva che il poeta praticasse arti magiche.
L'ingresso del parco è da discesa Coroglio, proprio attraverso la grotta.
La galleria congiunge la piana di Bagnoli con il vallone della Gaiola, passando per la baia di Trentaremi, in linea retta. Dalla parete sud partono tre cunicoli che finiscono in aperture a strapiombo sulla baia e portano luce e aria.
Il primo traforo fu fatto dall'architetto Lucio Cocceio Aucto per Marco Vipsanio Agrippa, per collegare la villa di Pollione e le altre ville ai porti di Pozzuoli e Cuma. Il nome viene da Seiano, il prefetto di Tiberio che, secondo la tradizione, ne commissionò l'allargamento.
Oltre la grotta si arriva alla villa di Pausilypon, il cui nome significa «sollievo dal dolore». Si vedono il teatro da 2000 posti, l'odeon e alcune sale di rappresentanza, con tracce delle decorazioni murali e le condutture dell'acquedotto.
Dai belvedere a picco sul mare si guarda il golfo, il Vesuvio, la penisola sorrentina e Capri. Le strutture marittime della villa continuano sotto l'acqua e fanno parte del parco sommerso della Gaiola, area marina protetta dal 2002.
Il padrone di casa aveva una pessima fama: si raccontava che desse in pasto alle sue murene gli schiavi che sbagliavano. Si chiamava Publio Vedio Pollione, ricchissimo cavaliere romano che dopo la battaglia di Azio decise di trascorrere qui i suoi ultimi giorni.
Alla sua morte, nel 15 a.C., la villa divenne residenza di Augusto e dei suoi successori. L'ultimo ad abitarla fu Adriano. Poco più avanti, sulla costa, resta il palazzo degli Spiriti, che per alcuni era un murenaio: oggi i giovani si tuffano dalle sue finestre.
Il parco è curato anche con visite guidate e laboratori per le scuole, e si sta riscoprendo anche da turisti stranieri, oltre che dai napoletani. Il paesaggio è uno dei più belli della costa di Posillipo.
La grotta cadde in disuso e fu dimenticata. Venne ritrovata per caso durante i lavori per una nuova strada, nel 1841, e Ferdinando II la fece riaprire. Durante la guerra fu rifugio antiaereo per gli abitanti di Bagnoli; il parco è visitabile dal 2009.
Da non perdere
• La Grotta di Seiano.
• Il teatro.
• I belvedere sul parco sommerso della Gaiola.
• Il palazzo degli Spiriti.
Lo sapevi?
• Si racconta che, durante un banchetto, Augusto salvò dalle murene uno schiavo che aveva rotto un calice di cristallo: fece rompere tutti gli altri.
• Lungo la costa c'è anche la «Scuola di Virgilio», dove si riteneva che il poeta praticasse arti magiche.