Descrizione
Mergellina è un angolo di Napoli, nel quartiere Chiaia, tra il lungomare e le pendici di Posillipo. Un porticciolo, una chiesa scavata nel tufo, fontane, rampe panoramiche e una storia di villeggiatura che comincia con i Romani.
Il porticciolo era dei pescatori, oggi è il cuore turistico della zona. Dal molo Luise, d'estate, partono gli aliscafi per le isole Eolie, le Pontine e Ischia.
In piazza Sannazaro c'è la Fontana della Sirena, eretta nel 1869 dallo scultore Onofrio Buccini. Nata nei giardini della stazione, fu portata qui nel 1924 e oggi è un elemento caratteristico del posto.
Le rampe di Sant'Antonio, dietro la piazza, furono costruite nel 1643 per volontà del viceré Ramiro Felipe Núñez de Guzmán. Salgono alla chiesa di Sant'Antonio a Posillipo e aprono il panorama sul golfo.
La chiesa di Santa Maria del Parto fu fondata nel 1504 dal poeta Jacopo Sannazaro, su un terreno donato dal re Federico I d'Aragona. La parte inferiore, scavata nel tufo, fu completata nel 1525. Sannazaro vi è sepolto.
Qui si trova il quadro del Diavolo di Mergellina, il San Michele che scaccia il demonio di Leonardo da Pistoia, del 1542. Il diavolo ha il volto di una donna, e la tavola ha dato origine a un proverbio napoletano.
«Si bella e 'nfama comm'o riavule 'e Margellina», dice: sei bella e infame come il diavolo di Mergellina. Secondo la leggenda, il cardinale Diomede Carafa, assediato da una nobildonna innamorata, si fece dipingere come san Michele e lei come demonio.
Prima era un'altra cosa. Tra il 1869 e il 1883 le colmate a mare spostarono la riva: l'antica via Mergellina, che correva lungo il mare, divenne una strada interna. Negli anni Trenta del Novecento il lungomare fu esteso fino a via Posillipo.
Sul nome di Mergellina non c'è accordo: potrebbe venire da un uccello tuffatore, dal latino «mare chiaro» o da una parola per il corallo. Forse un tempo la costa di Posillipo era ricca di corallo.
Il porticciolo era dei pescatori, oggi è il cuore turistico della zona. Dal molo Luise, d'estate, partono gli aliscafi per le isole Eolie, le Pontine e Ischia.
In piazza Sannazaro c'è la Fontana della Sirena, eretta nel 1869 dallo scultore Onofrio Buccini. Nata nei giardini della stazione, fu portata qui nel 1924 e oggi è un elemento caratteristico del posto.
Le rampe di Sant'Antonio, dietro la piazza, furono costruite nel 1643 per volontà del viceré Ramiro Felipe Núñez de Guzmán. Salgono alla chiesa di Sant'Antonio a Posillipo e aprono il panorama sul golfo.
La chiesa di Santa Maria del Parto fu fondata nel 1504 dal poeta Jacopo Sannazaro, su un terreno donato dal re Federico I d'Aragona. La parte inferiore, scavata nel tufo, fu completata nel 1525. Sannazaro vi è sepolto.
Qui si trova il quadro del Diavolo di Mergellina, il San Michele che scaccia il demonio di Leonardo da Pistoia, del 1542. Il diavolo ha il volto di una donna, e la tavola ha dato origine a un proverbio napoletano.
«Si bella e 'nfama comm'o riavule 'e Margellina», dice: sei bella e infame come il diavolo di Mergellina. Secondo la leggenda, il cardinale Diomede Carafa, assediato da una nobildonna innamorata, si fece dipingere come san Michele e lei come demonio.
Prima era un'altra cosa. Tra il 1869 e il 1883 le colmate a mare spostarono la riva: l'antica via Mergellina, che correva lungo il mare, divenne una strada interna. Negli anni Trenta del Novecento il lungomare fu esteso fino a via Posillipo.
Sul nome di Mergellina non c'è accordo: potrebbe venire da un uccello tuffatore, dal latino «mare chiaro» o da una parola per il corallo. Forse un tempo la costa di Posillipo era ricca di corallo.