Villa Floridiana

Villa Floridiana

Via Cimarosa 77 - Via Aniello Falcone 171 . (Apri Mappa)

Descrizione

Villa Floridiana è una villa neoclassica con un grande parco, sulla collina del Vomero a Napoli. Dal 1927 ospita il Museo nazionale della ceramica Duca di Martina; il giardino è un angolo verde con vista sul golfo.

Il museo raccoglie arti decorative, soprattutto ceramiche, della collezione che il duca di Martina donò a Napoli nel 1911. È ospitato nelle sale della villa, accanto agli appartamenti privati della duchessa e delle sue dame.

Il salone delle feste mantiene la decorazione originale: sobri stucchi, due camini di marmo con specchiere e una volta dipinta da Giuseppe Cammarano. La facciata verso il mare ha tre piani, con il piano terra in scura pietra lavica e gli altri in stucco bianco.

Il parco mescola il giardino all'italiana, geometrico, con il giardino all'inglese, fatto di sentieri tortuosi e prati aperti verso il golfo. Il boschetto di camelie è bellissimo; i lecci, i pini e le palme ombreggiano i viali.

Lungo i sentieri ci sono finte rovine, statue e un tempietto ionico, bianco, al margine del giardino a terrazza: le sue colonne inquadrano belle vedute della città. Il Teatro della Verzura è ellittico, chiuso da siepi di mirto, con gradinate di piperno.

Nel parco vive anche una colonia di circa settanta gatti protetti, curati con le donazioni di associazioni animaliste. Dietro la villa c'è un piccolo laghetto con le tartarughe.

Nel giugno 1815 Ferdinando IV di Borbone comprò la tenuta per la moglie morganatica, Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia, e in suo onore la chiamò Floridiana. Tra il 1817 e il 1819 l'architetto Antonio Niccolini rifece la villa e il parco.

La duchessa amava gli animali esotici. Nei serragli e nelle grotte del parco c'erano uccelli di ogni genere, tigri, orsi, leoni e canguri. Questi ultimi arrivarono da uno scambio con l'Inghilterra che costò ben diciotto papiri di Ercolano.

Il parco fu sistemato dal direttore dell'Orto botanico di Napoli, Friedrich Dehnhardt, che lo ornò con 150 specie di piante. Alla morte della coppia reale la proprietà passò ai figli della duchessa e poi fu divisa.