Descrizione
La Chiesa dei Girolamini, o di San Filippo Neri, è una grande chiesa costruita tra Cinque e Seicento di fronte al Duomo di Napoli. Oro, marmi e madreperla le valsero il soprannome di Domus aurea, e dentro ci sono tele di Luca Giordano, Guido Reni, Pietro da Cortona e Solimena.
La facciata è del 1780, di Ferdinando Fuga, in marmi bianchi e bardiglio. Ai lati ci sono due campanili gemelli con gli orologi, uno solare e uno di sei ore, e sopra il portale centrale un gruppo di Giuseppe Sanmartino con Mosè e Aronne che reggono le tavole dei comandamenti in ebraico. In cima, la Madonna della Vallicella.
L'interno è a croce latina, a tre navate divise da dodici colonne di granito dell'isola del Giglio: 68 metri di lunghezza e 28 di larghezza, tra i più vasti edifici di culto di Napoli. Sulla controfacciata, Luca Giordano dipinse nel 1684 la Cacciata dei mercanti dal tempio.
Il soffitto a cassettoni, decorato nel 1627, mostra la Gloria di San Filippo. Ai lati dell'abside stanno due Angeli reggi fiaccola di Giuseppe Sanmartino, in marmo di Carrara, scolpiti nel 1787.
Le cappelle laterali sono undici. La cappella di San Carlo Borromeo ha un ciclo di Luca Giordano del 1704, poco prima della morte, dedicato all'incontro tra san Carlo e san Filippo Neri.
In quella di San Francesco c'è il San Francesco in estasi di Guido Reni, del 1622. E nella cappella di Sant'Agnese Giordano dipinse San Gennaro nell'anfiteatro, con un piede sulla testa delle fiere ammansite e dietro i bagliori della fornace.
Il cappellone della Natività, del primo Seicento, ha sculture di Pietro Bernini e la pala di Pomarancio. Una cappella ha Sant'Alessio morente di Pietro da Cortona, un'altra l'Epifania di Belisario Corenzio. In sacrestia, un affresco della volta con san Filippo in gloria misura più di sette metri per quattro.
Dietro l'altare maggiore, sotto la sacrestia, c'è la cripta, con una stanza piena di ossa: i teschi erano oggetti di culto, e vi si trovano ancora biglietti con richieste dei fedeli, come al cimitero delle Fontanelle.
La storia comincia nel 1586, quando arrivarono a Napoli i seguaci di san Filippo Neri. Li chiamavano Girolamini perché il primo oratorio era nato a Roma presso San Girolamo della Carità. Comprarono il palazzo Seripando, di fronte al Duomo, e nel 1592 Domenico Fontana creò il largo.
La chiesa fu progettata dal fiorentino Giovanni Antonio Dosio e finita nel 1619.
Accanto c'è il convento, con la prima quadreria pubblica di Napoli e la più antica biblioteca pubblica della città, frequentata da Giambattista Vico, che le donò le prime edizioni delle sue opere. Una lapide ricorda il filosofo sul colonnato: secondo le antiche guide, è sepolto sotto la cappella di Sant'Agnese.
Da non perdere
• La Cacciata dei mercanti di Luca Giordano.
• San Francesco in estasi di Guido Reni.
• Gli Angeli di Sanmartino.
• Il ciclo di San Carlo Borromeo.
Lo sapevi?
• Fino al 1907 qui c'era il Sant'Antonio Abate del Correggio, poi spostato al museo di Capodimonte.
• La chiesa riaprì nel 2009 dopo oltre trent'anni di chiusura.
La facciata è del 1780, di Ferdinando Fuga, in marmi bianchi e bardiglio. Ai lati ci sono due campanili gemelli con gli orologi, uno solare e uno di sei ore, e sopra il portale centrale un gruppo di Giuseppe Sanmartino con Mosè e Aronne che reggono le tavole dei comandamenti in ebraico. In cima, la Madonna della Vallicella.
L'interno è a croce latina, a tre navate divise da dodici colonne di granito dell'isola del Giglio: 68 metri di lunghezza e 28 di larghezza, tra i più vasti edifici di culto di Napoli. Sulla controfacciata, Luca Giordano dipinse nel 1684 la Cacciata dei mercanti dal tempio.
Il soffitto a cassettoni, decorato nel 1627, mostra la Gloria di San Filippo. Ai lati dell'abside stanno due Angeli reggi fiaccola di Giuseppe Sanmartino, in marmo di Carrara, scolpiti nel 1787.
Le cappelle laterali sono undici. La cappella di San Carlo Borromeo ha un ciclo di Luca Giordano del 1704, poco prima della morte, dedicato all'incontro tra san Carlo e san Filippo Neri.
In quella di San Francesco c'è il San Francesco in estasi di Guido Reni, del 1622. E nella cappella di Sant'Agnese Giordano dipinse San Gennaro nell'anfiteatro, con un piede sulla testa delle fiere ammansite e dietro i bagliori della fornace.
Il cappellone della Natività, del primo Seicento, ha sculture di Pietro Bernini e la pala di Pomarancio. Una cappella ha Sant'Alessio morente di Pietro da Cortona, un'altra l'Epifania di Belisario Corenzio. In sacrestia, un affresco della volta con san Filippo in gloria misura più di sette metri per quattro.
Dietro l'altare maggiore, sotto la sacrestia, c'è la cripta, con una stanza piena di ossa: i teschi erano oggetti di culto, e vi si trovano ancora biglietti con richieste dei fedeli, come al cimitero delle Fontanelle.
La storia comincia nel 1586, quando arrivarono a Napoli i seguaci di san Filippo Neri. Li chiamavano Girolamini perché il primo oratorio era nato a Roma presso San Girolamo della Carità. Comprarono il palazzo Seripando, di fronte al Duomo, e nel 1592 Domenico Fontana creò il largo.
La chiesa fu progettata dal fiorentino Giovanni Antonio Dosio e finita nel 1619.
Accanto c'è il convento, con la prima quadreria pubblica di Napoli e la più antica biblioteca pubblica della città, frequentata da Giambattista Vico, che le donò le prime edizioni delle sue opere. Una lapide ricorda il filosofo sul colonnato: secondo le antiche guide, è sepolto sotto la cappella di Sant'Agnese.
Da non perdere
• La Cacciata dei mercanti di Luca Giordano.
• San Francesco in estasi di Guido Reni.
• Gli Angeli di Sanmartino.
• Il ciclo di San Carlo Borromeo.
Lo sapevi?
• Fino al 1907 qui c'era il Sant'Antonio Abate del Correggio, poi spostato al museo di Capodimonte.
• La chiesa riaprì nel 2009 dopo oltre trent'anni di chiusura.